Undici cuccioli senza acqua e cibo nel baule di un’auto

Cuccioli alla dogana di Brogeda

Ammassati in una piccola gabbia nel baule di un’auto fermata al valico di Brogeda la sera di Natale dalle guardie di confine svizzere. Erano probabilmente in transito dal Nord Italia gli undici cuccioli di cane scoperti al valico e affidati alle cure dei volontari della Società Protezione Animali Bellinzona (Spab). I cagnolini erano stremati dal viaggio, che durava probabilmente da molte ore, e non avevano acqua né cibo.

Le guardie di confine hanno fermato la macchina per un controllo. L’odore proveniente dal baule li ha convinti a procedere con una verifica e a scoprire la piccola gabbia con gli undici cuccioli.
Gli animali, non vaccinati, avevano un passaporto greco, ma il numero del microchip non era corrispondente al registro ellenico ed è probabilmente riconducibile ai Paesi dell’Est Europa.

«Il traffico di animali – come spiegano i volontari della società di Bellinzona – di solito dall’Est Europa, arriva via Trieste a Milano e qui avviene poi lo smistamento».
Per prendere in consegna i cuccioli sono intervenuti i volontari e il veterinario cantonale. I cani sono stati accolti a Bellinzona, in attesa di valutare le loro condizioni di salute e l’eventuale rischio rabbia e poi capire se e quando sarà possibile cercare loro una famiglia.

Nel contempo è stata avviata un’indagine per scoprire la provenienza dei cani e individuare i responsabili del presunto traffico illecito di animali.
Lo stesso automobilista rischia la denuncia per il trasporto irregolare. Avrebbe dichiarato che i cuccioli provenivano dalla Grecia ed erano diretti in Olanda.

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