Unione dei comuni: promossa solo la fusione in Valle Intelvi
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Unione dei comuni: promossa solo la fusione in Valle Intelvi

Panoramica del nuovo comune Centro Valle Intelvi

Colpita e affondata la fusione in riva al Lario tra Cernobbio, Moltrasio e Carate Urio, comuni in cui il “no” è prevalso nettamente; azzerata quella nell’Olgiatese tra Rodero, Valmorea e Albiolo, con la bocciatura in quest’ultimo comune che ha affossato l’intero progetto.
L’unico accorpamento che domenica ha riscosso il gradimento della maggior parte dei cittadini è quello che interessa, in Valle Intelvi, i comuni di San Fedele, Castiglione e Casasco, che ora verranno unificati sotto il nome di “Centro Valle Intelvi”, scelto dagli elettori per designare la nuova entità amministrativa.
Dal punto di vista delle fusioni tra Comuni, il bilancio del voto di domenica – che si è svolto nei nove comuni interessati parallelamente a quello per l’autonomia della Lombardia – è tutt’altro che positivo, con ben due progetti su tre respinti.
Ma vediamo i dati, partendo dalla riva del Lario.
A Cernobbio ha votato meno della metà degli aventi diritto (45,65%), i “no” sono stati 1.783, pari al 64,88%, contro 965 “sì” (35,12%). Il progetto di fusione è stato bocciato anche a Moltrasio, dove l’affluenza è stata del 57,17%, i “no” 527 (61,78%) e i “sì” 319 (37,40%). Percentuali analoghe a Carate Urio: contrario alla fusione con Cernobbio e Moltrasio il 59,85% degli elettori (389 “no”), a favore solo il 39,38% (256 voti), con un’affluenza del 61,61%.
«Il risultato è chiaro e inequivocabile, in tutti e tre i comuni, con percentuali simili – commenta il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni – Prendo atto con serenità della scelta dei cittadini. Credo che sia stata una scelta fatta a prescindere dagli elementi sottoposti alla riflessione degli elettori. Resto dell’idea che sia però un’occasione persa e continuo a pensare che la fusione sia il futuro e che prima o poi ci arriveremo».
«In nessun seggio, di nessun Comune, si è raggiunta la maggioranza per la fusione», fa invece notare Andrea Michele Gazzola, portavoce del comitato “Uniti per il no”, che parla di «tremenda disfatta» e aggiunge: «Non si è trattato di un “no” a priori alla fusione, ma un “no” a questo progetto che è stato condotto male, senza un piano finanziario credibile, senza una reale conoscenza dei territori e un vero coinvolgimento dei cittadini».
Risultato positivo, invece, in Valle Intelvi: a Castiglione hanno votato in 600 su 980 (61,22%), con 373 “sì” (62,16%) e 221 “no” (36,83%); a Casasco l’affluenza è stata del 45,06% (228 elettori su 506), con 139 “sì” (60,96% contro 89 “no” (39,03%); a San Fedele (830 votanti su 1.536, pari al 54,03%) hanno detto “si” 683 elettori (82,29%) mentre i “no” sono stati 145 (17,47%). Il nome scelto per il nuovo comune è “Centro Valle Intelvi”, preferito a “Borghi Intelvesi” e “Pieve Valle Intelvi”.
Plaude al risultato Carlo Gelpi, sindaco di Castiglione Intelvi: «Sono molto soddisfatto perché personalmente lavoro da parecchi anni a questo progetto. L’ideale sarebbe stata una fusione di tutta la Valle ma iniziamo da qui».
Fusione bocciata, infine, tra Albiolo, Rodero e Valmorea. Decisivo il “no” pronunciato dalla maggior parte dei votanti di Albiolo, che ha affossato l’intero progetto, che negli altri due comuni era invece passato di misura, ottenendo per esempio a Valmorea 711 “sì” contro 651 “no”, con un’affluenza del 57,9%.
«Oggi regna la delusione – afferma Mauro Simoncini, sindaco di Valmorea – Noi abbiamo informato la popolazione, prospettando dati reali: con la fusione i nostri tre Comuni avrebbero ricevuto dallo Stato 780mila euro all’anno. Ora torneremo a fare i conti con i pochi soldi che abbiamo».

24 ottobre 2017

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Redazione Corriere di Como

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