Unità per la battaglia contro il virus

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Ospedali contro ristoranti, infermieri contro tassisti, teatri contro chiese, cinema contro funzioni religiose, allarmisti contro minimizzatori, pneumologi contro cardiologi, malati di Covid contro cardiopatici, infettivologi contro epidemiologi, anziani contro giovani, Nord contro Sud, città metropolitane contro periferie.

Abbiamo purtroppo un problema più grande del virus, si chiama scollamento sociale, disgregazione civile, speriamo non diventi guerra. Abbiamo perso completamente l’obiettivo dei nostri sforzi: il nemico comune è il virus, non il vicino che festeggia il compleanno, non l’esercente aperto oltre orario, non il giovane con la mascherina sul collo, non l’infettato senza fiato che supplica un letto in ospedale che spetterebbe a un altro malato.

Certo, non è facile prendersela con un virus, più facile urlare contro qualcuno che secondo noi non rispetta le regole. Dalla prima alla seconda ondata sono profondamente cambiati i comportamenti sociali: a marzo tutti sui balconi a cantare a squarciagola l’inno nazionale, bandiere appese, peana per gli eroi ospedalieri, striscioni “andrà tutto bene” (sottotitolo, già scritto, “a me”). Adesso tutti arrabbiati perché se ci siamo ricascati è colpa di qualcuno: governo, politici, amministratori, infettivologi, giovani gaudenti, vecchi imprudenti, medici approfittatori (ringraziamo anche mister Trump per il contributo).

Insomma, qualcosa è cambiato nel clima sociale, nella convivenza, e non in meglio. Certo, siamo esausti, sfiniti, non ne possiamo più, l’autunno con le nebbie e le brume non aiuta, il vaccino che non arriva, il buio presto. Appunto, è questo il momento più buio. Ci disuniamo o ci stringiamo? Litighiamo o ci coalizziamo? Serve un esempio. Da chi se non chi ci guida? Alle ortiche la polemica politica, al diavolo la speculazione per lucrare un voto in più sugli errori degli altri.

Parlamenti e consigli aperti per le idee e non per le diffamazioni. Vengano ascoltate le proposte delle opposizioni e non siano bocciati a prescindere i contenuti dei decreti. Chiediamo legittimazione tra le parti e immediata sospensione dell’incomunicabilità. Fateci vedere almeno una volta, ora, nel momento più difficile per la Nazione, che potete essere degli statisti e non dei politicanti. Caspita: la casa brucia, tutti devono dare una mano a spegnerla invece di criticare come fanno gli altri. Una volta debellato il nemico tornerete ai coltelli, ma ora vogliamo idee, proposte, impegno e più di tutto un esempio, un modello di coesione cui ispirarci.

Vale per tutti quelli che ci amministrano, dai piccoli paesi alle regioni alla nazione. Chiediamo unità. Perché la battaglia contro il virus finirà e qualcuno dovrà ricostruire dalle macerie, ma se queste saranno anche morali, se le ferite cioè abiteranno anche nelle anime e non solo nei polmoni, non soltanto avremo perso questa guerra ma Dio ci scampi da un dopoguerra ancora più difficile e doloroso.

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