Università dell’Insubria, lezioni a distanza nel polo comasco

Università Insubria

Anche il mondo universitario procede a tentoni. E se nei territori in arancione rinforzato gli atenei chiudono, come accadrà da oggi anche al polo comasco dell’Insubria, nel resto della regione la linea seguita è sempre quella della massima prudenza.
A partire da questa mattina, e fino al prossimo 10 marzo, sarà in vigore lo stop alle lezioni in presenza nel polo lariano dell’Insubria.
«Tutte le strutture universitarie site nel Comune di Como dovranno chiudere e saranno adottate misure di contenimento», si legge sul sito dell’ateneo. Tra le varie disposizioni, ovviamente, figura la prescrizione delle lezioni svolte soltanto via web. Non verrà inoltre consentito l’accesso nelle aule universitarie nemmeno ai docenti per le registrazioni delle lezioni o l’erogazione di quelle già calendarizzate in modalità a distanza.
A livello generale, nel mondo degli atenei lombardi «tenendo sempre sotto osservazione i dati, in tutte le università regionali aperte da oltre una settimana stiamo predisponendo lezioni miste con una percentuale massima di studenti presenti in aula del 25% – spiega Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo e presidente della Conferenza dei rettori della Lombardia – Anche se nella realtà le aule sono pressoché vuote visto che in media sono occupate solo al 5%. Se in un’aula è possibile ospitare 50 ragazzi non ne abbiamo più di 15. E questa è una media regionale». Ovviamente in base alle diverse ordinanze che si succederanno «siamo pronti subito ad adattarci alle disposizioni che progressivamente vengono previste per contrastare il diffondersi del virus», aggiunge il professor Morzenti Pellegrini.
«Tutto il nostro impegno è concentrato verso un unico scopo, riuscire a mantenere accesa sempre una fiammella che per il mondo universitario equivale ad avere gli atenei aperti anche se a potenza ridotta. Cercheremo di farlo, ovviamene nelle condizioni di massima sicurezza, finché sarà possibile», conclude il presidente della Conferenza dei rettori della Lombardia che ribadisce, infine, l’importanza di avere un contatto diretto con gli studenti.

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