Università e campus, dal sogno di Casati alla cruda realtà

C’è chi dice no
di Anna Campaniello

«Non era questa l’università che sognavo». L’amara ammissione, pronunciata pochi giorni fa da Giulio Casati, fisico comasco tra i primi a credere nel progetto di un ateneo nel capoluogo, ha riacceso i riflettori sull’annosa questione del senso e del destino dell’università di Como. Oggi in città esistono due strutture, Insubria e Politecnico, slegate, divise e disseminate in una miriade di sedi. Per non parlare della totale incertezza sul progetto del campus (o, forse, dovremmo dire di collegio

universitario), un’altra idea della quale si sente parlare ormai da un paio di decenni.
L’università è – o almeno dovrebbe essere – un tema determinante per il futuro della città, dei giovani, delle imprese. “C’è chi dice no” affronta oggi l’argomento, incontrando tutti i protagonisti, i vertici dei due atenei e di Univercomo, gli studenti e chiunque abbia a cuore la questione.
Alle 10.30 consueto appuntamento con cronisti e operatori al chiostro di Sant’Abbondio, senza dubbio la sede più bella e prestigiosa tra le tante strutture che ospitano l’università a Como. In serata, dalle 20.30, in diretta su Etv sarà presente proprio Giulio Casati, per un’ampia riflessione che tocchi tutti gli argomenti correlati al mondo degli studi universitari. È già possibile inviare mail all’indirizzo chidiceno@espansionetv.it

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