«Uno psicologo poteva evitare la strage. I test sui piloti non sono sufficienti»

«Il ruolo degli psicologi per il raggiungimento del benessere psichico e la valutazione psicologica della personalità è fondamentale per i piloti».
Gli sviluppi dell’inchiesta sullo schianto dell’Airbus della Germanwings hanno riacceso i riflettori sulle verifiche effettuate al personale di volo. Da Como, il presidente della Federazione Italiana Società di Psicologia Vito Tummino, direttore dell’unità operativa di psicologia del Sant’Anna, avanza la richiesta di test approfonditi e ripetuti sui piloti. Le indagini sulla tragedia che ha causato 150 vittime hanno portato ad accertare che lo schianto è stato causato deliberatamente dal copilota dell’Airbus 320, Andreas Lubitz. «La tesi di suicidio-strage è quella accreditata e la domanda che l’opinione pubblica si pone è quale prevenzione viene messa in atto per accertare eventuali elementi di rischio suicidio dei piloti di aereo – dice Tummino in un comunicato ufficiale – Risultata evidente che l’attenzione alla sicurezza dei voli non può prescindere dalla condizione psicologica dei piloti».
Secondo lo psicologo comasco, i test e le misure di verifica attualmente previste una volta terminata la fase di formazione non sono sufficienti. «Dopo la conclusione dei corsi di addestramento e formazione sono previsti esami e controlli medici per verificare periodicamente le capacità di volo, ma non i test psicologici – evidenzia Tummino – Le modalità di assunzione di molte categorie di lavoratori prevedono, oltre alla visita medica, uno screening psicologico che però generalmente non viene ripetuto».
Quello della depressione, secondo lo specialista è un allarme che non può essere sottovalutato.
«È diventato uno dei principali problemi in materia di salute pubblica e una delle principali cause di invalidità sia temporanea sia permanente – mette in guardia il professionista – Questa malattia non porta solo infelicità a chi ne soffre, ma è una vera minaccia per la vita. Può condurre ad azioni autolesive ed è il più importante fattore di rischio suicidio».
La Federazione degli Psicologi Europei ha chiesto più volte alle autorità dei trasporti della Comunità europea di Bruxelles di rendere obbligatoria la valutazione psicologica periodica per valutare lo stato di efficienza mentale dei piloti di aerei e navi, dei macchinisti dei treni, dei camionisti e di tutti i conducenti professionisti.
«La richiesta non è mai stata ascoltata – dice Tummino – Nel marzo dello scorso anno però, è stato siglato un accordo specifico per il settore ferroviario».
Gli interventi di prevenzione devono però essere incrementati. «Esistono strumenti di valutazione del rischio suicidio – dice – I fattori di rischio sono numerosi e possono andare da motivi di sofferenza legati alla storia personale e familiare, a problemi economici che interferiscono con il senso di sicurezza e di fiducia nel futuro, ad un aumento dell’ansia, all’abuso di sostanze, alla violenza, a comportamenti auto lesivi».
«L’attività dello psicologo – conclude – comprende colloqui psicologico-clinico e di sostegno, test psicologici di personalità, questionari e test proiettivi. È necessario ribadire più che mai l’importanza del contributo della professionalità e delle competenze degli psicologi».
Anna Campaniello

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.