Cronaca

Uno spettacolare parco botanico nel futuro di Villa Guardia. Per costruirlo servono 200 milioni

altAmbiente e territorio
Un team di professionisti ha presentato l’idea agli amministratori
(da.c.) Un gigantesco parco botanico, in grado di accogliere ogni anno un milione di persone. Amanti della natura, certo. Ma anche turisti attratti da cupole avveniristiche, piante esotiche e dalla possibilità di avvicinarsi a distanza ravvicinata al Lago di Como. C’è questo, e molto altro ancora, nel progetto audace che un team di professionisti comaschi ha presentato nei mesi scorsi agli amministratori di Villa Guardia.
L’idea, come detto, è di trasformare 80 ettari di terreno libero

– l’ormai nota Piana di Brugo – in uno spettacolare e futuristico parco della natura, sul modello di quanto realizzato in Sud Corea o a Bodelva-St. Austell, in Cornovaglia, località dove ogni anno sbarcano centinaia di migliaia di persone nonostante le sei ore di macchina da Londra o le due ore e mezzo di auto dal più vicino aeroporto.
L’architetto Roberto Ghioldi è uno dei promotori di questa pazza idea, in realtà probabilmente molto più concreta di altre.
Insieme con l’imprenditore Pierluigi Ratti (proprietario di una parte delle aree verdi della Piana di Brugo) e il designer Davide Civelli ha lavorato negli ultimi sei mesi attorno al ridisegno della più grande zona verde della provincia di Como tuttora libera e disponibile.
Oltre 800mila metri quadrati che la Provincia ha messo sotto stretta osservazione giudicandoli strategici per lo sviluppo del territorio lariano. Ottanta ettari sui quali si può sì costruire, ma nel rispetto del verde e di una vocazione ambientale ben definita.
Ecco, allora, il progetto del parco botanico. Cupole trasparenti di acciaio e polimeri dentro le quali ricostruire gli ambienti tropicali, mediterranei e desertici. A fianco, una collina di 50mila metri quadrati dove far rinascere un bosco, un campo da golf a 9 buche, alberghi, parcheggi e altro ancora.
«Non abbiamo un mandato preciso – dice Ghioldi – l’idea è nostra e pensiamo semplicemente che sia buona. Ne abbiamo parlato ovviamente con i proprietari (oltre a Ratti, che detiene il 17% circa dell’area, anche la “Prospecta”, società presieduta dall’ex presidente degli edili di Como, Sergio Pozzi, ndr) e, ovviamente, con gli amministratori locali. Anche se non abbiamo voluto rendere pubblica la cosa per non influenzare la recente campagna elettorale».
Un progetto ambizioso, per realizzare il quale sarebbero necessari non meno di 200 milioni di euro. Un progetto che ha come obiettivo lo sviluppo di attività economiche legate alla green economy: dalla produzione di carburanti bio al rilancio di una vocazione imprenditoriale “verde” molto comasca (il Lario è il secondo distretto florovivaistico italiano dopo Pistoia), sino all’industria di trasformazione alimentare e all’insegnamento e alla ricerca nel settore agricolo.
La Piana di Brugo è sembrato a tutti il luogo ideale per una simile idea. Nell’area a Nord potrebbe essere insediato il vero e proprio parco botanico con le cupole di Efte. Nella parte Sud (il campo da golf, l’abergo e non meno di 2.700 posti auto.
Un parco di queste dimensioni potrebbe favorire anche la crescita della land art, la creazione di sculture “vive” che in tutto il mondo sta crescendo molto rapidamente.
«Il nostro è un progetto ordinato, a basso impatto, che non satura l’area e ha una architettura coerente con l’ambiente – dice ancora Ghioldi – Non neghiamo di avere avuto già alcuni contatti con potenziali investitori, i quali chiedono non tanto di sapere i costi dell’operazione, ma garanzie sui tempi di realizzazione». In ogni caso, i costi non sarebbero inferiori ai 200 milioni, «che verrebbero recuperati in pochi anni. In Cornovaglia il parco di Bodelva-St. Austell è stato costruito in 5-6 tra lo scetticismo di molti, e oggi accoglie ben oltre un milione di persone ogni anno».
«Se si pensa ai numeri di Villa Carlotta – dice Ratti – si può ben comprendere che cosa potrebbe fare un progetto come il nostro», aggiunge.
Un progetto, dice ancora Ghioldi, «che è esportabile. Potremmo proporlo ovunque, ma noi da comaschi vorremmo farlo qui. In un territorio a forte vocazione turistica, con una grande tradizione alle spalle. – Si dice sempre che per non cedere al proprio declino, Como si dovrebbe inventare qualcosa. Da parte nostra c’è l’ambizione di fare qualcosa di grande».

Nella foto:
Nel parco botanico che si vorrebbe realizzare a Villa Guardia troverebbe spazio anche un anfiteatro naturale con gradinate “verdi”
31 maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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