Uno strano sogno e la mozione per prevenire i neurodeliri

Palazzo di vetro
di Emanuele Caso

I maligni sostengono che sia stata una delle cose più interessanti discusse dalla giunta di Como negli ultimi mesi. I detrattori del protagonista di questa storiella, invece, puntano il dito sulla megalomania che avrebbe afflitto l’individuo in maniera ormai degenerativa. Fatto sta che, a inizio settimana, l’assessore alla Cultura e alle Sparate, Sergio Gaddi, ne ha fatta un’altra delle sue. Le testimonianze, per la verità, sono contraddittorie. C’è chi dice che la sua rivelazione sia arrivata

poco prima dell’inizio della giunta, altri sostengono che il fatto sia accaduto durante la riunione, alcuni hanno persino parlato di pani e pesci moltiplicati.
Ma andiamo al sodo. Gaddi, varcata la soglia della sala giunta, scalzo e adorno soltanto di una tunica bianca, ha chiesto l’attenzione di alcuni colleghi e ha iniziato un racconto (giusto per scrupolo: tunica, piedi nudi e sorpassi a parte, ciò che segue è tutto vero). «Sapete cosa ho sognato stanotte?», ha domandato l’assessore ai colleghi. «No», è stata la risposta degli astanti, «raccontaci». E lui, il Mosè de noantri, ha preso una tartina, si è rivolto ai suoi “discepoli” e ha detto: «Ero a Bellagio, in una splendida giornata di sole. Il lago era di un blu irresistibile. Allora ho iniziato a camminare e davanti a me le acque si sono divise. Sono passato in mezzo, senza essere toccato da una sola goccia. Poi sono arrivato a Menaggio. E il lago si è riunito».
Subito dopo, la giunta – in religioso silenzio – ha discusso una mozione così intitolata: «Misure di prevenzione e lotta per i neurodeliri assessorili». Approvata all’unanimità. Mentre Gaddi, in mezzo al lago, superava un aliscafo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.