Uomini che vivono come topi, covo di disperati in Val Mulini

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Dopo la discarica a cielo aperto di Casate, spuntano lastre di Eternit accanto all’autosilo

Un nuovo covo di disperati in città. Nell’ultimo tratto di via Val Mulini, all’imbocco con la via Napoleona, è riapparso un giaciglio di fortuna dove alcuni disperati trovano riparo per la notte. È una triste ricorrenza, quella del ricovero per i senzatetto sotto le campate dell’arteria ferroviaria che collega Como a Camerlata.
Sintomo eloquentissimo, quei poveri stracci usati

come letto, di storie difficili non solo da raccontare, ma anche solo da immaginare, spesso e volentieri drammatiche, in cui è in ballo la stessa sopravvivenza e la vita quotidiana è scandita a suon di stenti e pericoli di ogni sorta. Dall’altra parte, però, ci sono i residenti della zona che non si sentono sicuri per la presenza degli homeless, come ha documentato ieri un servizio del telegiornale “Etg” di Espansione Tv: sono ormai decenni che il fenomeno ciclicamente si ripete, ha detto un residente senza mezzi termini e invocando provvedimenti.
E non è l’unica emergenza degrado nella zona. Infatti dopo la segnalazione da parte della Lega Nord a Palazzo Cernezzi della discarica a cielo aperto a Casate in via Virgilio, davanti agli ex edifici dell’Enel da tempo dismessi, sempre in Val Mulini, a ridosso dell’autosilo-fantasma, non passa inosservato un intero divano oltre a quelle che sembrano lastre di Eternit contenenti pericoloso amianto. I residenti della zona sono esasperati. «È colpa degli incivili che lasciano i rifiuti – ammettono – ma poi nessuno passa a pulire».
Percorrendo alcuni metri, si nota un’altra spianata ricoperta di spazzatura in modo francamente rivoltante. Tra medicinali, abiti e ombrelli qualcuno ha pensato di abbandonare anche sanitari da bagno non più utilizzati.
Alle discariche a cielo aperto delle vie Virgilio e Del Doss bisogna arrivare apposta, non sono immediatamente evidenti; ma la via Val Mulini è percorsa ogni giorno da parecchi automobilisti. E il degrado è sotto gli occhi di tutti. Nell’inerzia più totale.

Nella foto:
Il giaciglio improvvisato dei senzatetto sotto l’arcata della ferrovia in corrispondenza dell’innesto tra la via Val Mulini e la Napoleona (fotoservizio Mattia Vacca)

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