Uomini d’esperienza al Como: storie di “vecchietti” arzilli e di vere delusioni

© FKD | . . Il francese Benoit Cauet chiuse la sua carriera da calciatore sul Lario in maniera deludente

A 37 anni sul Lario per cercare di aiutare la squadra lariana a conquistare la promozione in serie B. Marco Cassetti, ex Roma, Verona, Lecce e Nazionale, è stato il botto del mercato del Calcio Como.
Un giocatore che, ha tenuto a chiarire, non è qui per svernare, ma per dare un contributo concreto alla causa della formazione lariana. In attesa di vedere espressi sul campo questi buoni propositi, è curioso andare a vedere in passato come si sono comportati sul Lario i giocatori arrivati con un passato glorioso e che a Como hanno disputato l’ultima o una delle loro ultime stagioni.
Meglio iniziare da chi ha lasciato ricordi positivi come ad esempio il portiere William Vecchi, attuale preparatore dei numero uno del Real Madrid.
«Mi consideravano finito per infortunio a una mano – ha raccontato in una recente intervista al nostro giornale – invece ho vissuto cinque anni bellissimi». Vecchi aveva 28 anni – prima aveva giocato con Milan e Cagliari – e fu il portiere del “grande salto” dalla C alla A. Poi passò alla Spal e dopo una stagione si ritirò.
Un buon ricordo ha lasciato anche Francesco Casagrande, grintoso mediano sul Lario in serie A dal 1985 al 1987 dopo aver militato con Cagliari, Fiorentina e Sampdoria. Si è poi ritirato nel 1989.
Non si può non citare uno dei giocatori più amati dai tifosi negli anni ‘80, il fantasista brasiliano Dirceu, vero giramondo. Il suo ingaggio nel torneo 1985- 1986, quando aveva 33 anni e all’epoca era già considerato “anziano”. Una stagione nel complesso positiva la sua, ma non una delle ultime, visto che ha poi giocato fino al 1995. Dirceu, purtroppo scomparso a soli 43 anni, con il Brasile ha giocato tre Mondiali (1974, 1978, 1982) e altrettante Olimpiadi (1972, 1976, 1984) come fuoriquota.
Si può ricordare positivamente anche, in tempi più recenti, Anselmo “Spadino” Robbiati, a 35 anni al Como in serie D dopo una bella carriera tra Fiorentina, Inter e Napoli, tra le altre. I suoi lampi di classe hanno illuminato i campi dei dilettanti.
Per Roberto Galia le stagioni in azzurro tra 1995 e 1997 sono state un ritorno a casa – anche in questo caso positivo – nella squadra che lo aveva lanciato ad alti livelli. Nella sua carriera ha vestito le maglie di Verona, Sampdoria, Juventus, oltre che della Nazionale.
Non male, nel complesso, anche le annate vissute sul Lario da Michele Padovano e Fabio Gallo, ingaggiati da Enrico Preziosi. Il primo, attaccante, nato nel 1966, ha disputato qui la sua ultima stagione (torneo 2000-2001). Tra le sue squadre precedenti, la Juventus e la Nazionale.
Il secondo, giunto al mercato di riparazione, è stato un riferimento della squadra che nel 2002 ha ottenuto la promozione in A. Aveva 32 anni: fu poi congedato bruscamente e considerato quasi al tramonto. Un errore, visto che ha smesso a 39 anni.
Non si possono però, non citare alcuni calciatori che sul Lario non hanno lasciato grandi tracce, anche se da loro ci si attendeva un maggiore contributo. Una delusione Vinicio Verza (ex Vicenza, Verona, Milan, Juventus), lento e inadeguato in serie A nel torneo 1988-1989, che si chiuse con la retrocessione in B.
Anche Antonio Comi (ex Roma e Torino) nel campionato 1994-1995 all’ultima stagione da professionista finì nel tracollo della squadra retrocessa in C1.
E sicuramente non sono ricordati con piacere i tanti uomini portati sul Lario da Enrico Preziosi nella stagione 2002-2003 in A. Gente che doveva avere l’esperienza come punto di forza e che invece combinò ben poco. Qualche nome: Benoit Cauet, Daniel Fonseca, Pasquale Padalino, Fabrizio Ferron.

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