Uova tossiche, controlli sul Lario. A Milano sequestrate omelette surgelate

Due i campioni contaminati in Centro Italia. L’allarme della Coldiretti

Uova contaminate dall’insetticida fipronil: l’Ats dell’Insubria ha avviato il campionamento negli allevamenti avicoli e nelle aziende di imballaggio del territorio di Varese e Como. A Milano intanto, l’Ats Città Metropolitana e i carabinieri del Nas hanno sequestro una partita di omelette surgelate prodotte con uova risultate contaminate. Si tratta di 127 confezioni, (con scadenza 16 febbraio 2018). «Colgo l’occasione per segnalare – ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Giuliano Gallera – che il piano dei controlli sulle uova prodotte in Lombardia, in accordo con i carabinieri è stato completato: attendiamo i risultati che dovrebbero arrivare entro venerdì, in ogni caso fino a oggi non sono state segnalati casi non conformi».
Ieri il ministero della Salute ha invece comunicato di aver trovato tracce di insetticida in un centro di imballaggio di uova nelle Marche e in un laboratorio artigianale che produce pasta all’uovo nel Lazio, entrambi piccoli stabilimenti. Regioni e Asl competenti sono state chiamate a ulteriori accertamenti sulla fonte di contaminazione.
La macchina dei controlli, come detto, si è però attivata a livello regionale e locale. L’Ats dell’Insubria ha avviato campionamenti in allevamenti avicoli e aziende di imballaggio di Como e di Varese, secondo il piano concordato con Regione Lombardia. Precisiamo che ad oggi non risultano campioni positivi in provincia di Como.
Le indagini del ministero della Salute si concentrano, a livello nazionale, sia sulle uova, sia sui derivati, prelevati principalmente in negozi e supermercati e poi consegnati agli istituti zooprofilattici per l’analisi.
Se nello stabilimento di confezionamento nelle Marche il campione trovato era di uova in guscio, nel laboratorio di pasta artigianale il campione risultato positivo era di ovoprodotti, cioè uova pastorizzate destinate alla preparazione di altri prodotti alimentari.
La Coldiretti, intanto, chiede di «fare i nomi delle aziende, di pubblicare subito l’elenco dei prodotti coinvolti e togliere il segreto sulla destinazione finale di tutti gli alimenti importati, rendendo noti i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero».
«Occorre intervenire subito con la trasparenza dell’informazione» ha detto il presidente, nazionale Roberto Moncalvo, ieri al Meeting di Rimini, precisando che lo scandalo riguarda solo le uova importate.
A.Bam.

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