Uso del cellulare al volante. Linea dura della Polizia locale: controlli con agenti in borghese

Telefono al volante

Il telefonino tra i «killer degli incidenti stradali». Non ha usato troppi giri di parole, poche settimane fa, Franco Gabrielli, capo della Polizia, nel commentare le ultime poco confortanti statistiche che riguardano i sinistri in Italia.
I primi dati del 2019, infatti, parlano di un incremento degli incidenti mortali (l’aumento è attorno al 7%). E troppo spesso l’uso dello smartphone al volante ne è la causa. Una conferma che arriva anche dai numeri Istat, che segnalano la distrazione alla guida come primo motivo di disgrazie sulle strade, davanti a mancato rispetto della precedenza e alla velocità troppo elevata.
Una emergenza, quella dell’uso del telefonino in auto, che a Como è al centro di controlli sempre più mirati da parte della Polizia locale. I primi dati dell’operazione dicono che in circa tre ore e mezza di verifiche sono stati più di 20 i verbali. Gli accertamenti – specifica una nota di Palazzo Cernezzi – sono stati effettuati nella zona del centro e in particolare in viale Varese, in viale Innocenzo, sul lungolago.
Una operazione che si è svolta con un agente in borghese che in moto ha annotato i comportamenti scorretti e li ha segnalati a due colleghi – in divisa e con i mezzi con le livree istituzionali – che poi hanno fermato i guidatori scorretti e hanno elevato le multe.
Una attività destinata a proseguire anche oggi, dove è peraltro previsto un largo flusso di traffico nella convalle, già presa d’assalto ieri dai turisti.
«Stiamo portando avanti una campagna di sicurezza stradale con diversi tipi di controlli mirati e in diversi punti della città – spiega l’assessore alla Polizia locale Elena Negretti – in base alle necessità che emergono sul territorio».
«Contrastare la pessima abitudine dell’uso del telefonino mentre si sta guidando significa tutelare non solo i conducenti e i loro passeggeri ma tutti gli utenti della strada, che sempre più spesso subiscono danni per la distrazione degli altri».
La sanzione prevista è di 165 euro (o 115,50 euro se pagata entro cinque giorni, quindi in misura ridotta) oltre alla decurtazione di 5 punti della patente, mentre in caso di recidiva negli ultimi due anni è prevista la sospensione del documento di guida da uno a tre mesi.
«L’uso del telefonino alla guida è troppo diffuso – sostiene Donatello Ghezzo, comandante della Polizia locale di Como – Basti pensare che gli agenti impiegati nel servizio che ha portato a più di venti sanzioni non hanno avuto un attimo di respiro».
«Su questo fronte intendiamo insistere perché si tratta di un atteggiamento pericoloso, che mette a rischio la propria vita e quella degli altri – conclude il comandante – Ci organizzeremo per tutta l’estate. Tengo a specificare che la nostra è una campagna che vuole portare educazione stradale: il problema è che questo tipo di atteggiamento è diffusissimo e tutti pensano di essere invulnerabili, che gli incidenti possano capitare soltanto agli altri. E poi quando succedono per davvero è troppo tardi».
Plaude alla iniziativa della Polizia locale anche Elena Leonardi, coordinatrice comasca dell’Associazione familiari e vittime della strada. «A volte basta anche un secondo di distrazione per avere conseguenze tragiche – sostiene – Tralasciando i casi clamorosi di chi usa il cellulare per dirette al volante, ci si deve rendere conto che anche leggere un messaggio per un attimo o magari cercare una indicazione con il navigatore può portare a un incidente».
«Ho seguito con attenzione la notizia del servizio di controllo che è stato svolto dalla Polizia locale di Como e auspico che venga incrementato. Approvo anche il fatto che la prima verifica venga fatta da agenti in borghese: ogni metodo può essere utile in questa battaglia a favore della sicurezza stradale. Del resto le statistiche lo dicono chiaramente: l’uso dello smartphone è sempre di più causa di sinistri di elevata gravità».
Anche Aci Como da tempo è in prima linea in questa battaglia. «Il problema è molto serio – sostiene il presidente dell’ente Enrico Gelpi – Chi usa il telefono alla guida per chiamare o per mandare o ricevere messaggi non si rende conto dei danni che può fare, oltre a se stesso, a ciclisti, pedoni e, in generale, ad altri utenti della strada».
«Eppure gli strumenti non mancano, come auricolari, sistemi Bluetooth che consentono di telefonare senza distrarsi – aggiunge il presidente di Aci Como – Se proprio c’è una urgenza è meglio fermarsi in sicurezza in un parcheggio perché basta davvero un secondo per rovinare una o più vite. Che ben vengano, dunque, i controlli mirati e tutto ciò che può servire a favorire la sicurezza sulle strade».
Gelpi indica un ulteriore atteggiamento scorretto che andrebbe evitato. «Mi capita spesso di vedere pedoni distratti da una chiamata al telefonino che attraversano la strada senza nemmeno guardare se arrivino le macchine – conclude – Vero che sulle strisce il pedone ha sempre la precedenza, ma anche l’attraversamento di una strada, si sa, comporta dei rischi, ed è meglio farlo senza distrarsi e concentrandosi sul flusso delle vetture».

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