Cronaca

Uso delle staminali, Guariniello indaga su Gravedona

Si allarga l’inchiesta in cui sono coinvolti alcuni medici del presidio altolariano
Si allarga l’inchiesta della Procura di Torino sulla “truffa delle staminali”, che vede implicati 4 medici dell’ospedale “Moriggia Pelascini” di Gravedona. Nei giorni scorsi, i carabinieri del Nas hanno effettuato controlli e perquisizioni all’ospedale di Brescia, dove sarebbero stati trattati 12 pazienti con le cure “sospette” finite nel mirino del procuratore Raffaele Guariniello.
Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha disposto un’indagine amministrativa nell’azienda
ospedaliera bresciana. I vertici si dicono tranquilli e precisano come «tutte le attività si sono svolte nel rispetto delle previsioni normative», confermando che il trattamento ha coinvolto 12 malati.
L’indagine di Guariniello è iniziata nel 2009 e i trattamenti contestati sono stati effettuati tra il novembre del 2007 e il dicembre del 2009 su un totale di 68 pazienti, 3 dei quali bambini. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati iscritti sul registro degli indagati 16 professionisti tra i quali anche 4 camici bianchi del “Moriggia Pelascini” di Gravedona: 3 chirurghi e un anestesista, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di medicinali guasti e in modo pericoloso per la salute. L’accusa è inoltre di truffa nei confronti dei pazienti.
Secondo il giudice, i malati venivano illusi di poter guarire da gravissime patologie quali la Sla e il morbo di Parkinson grazie appunto a una terapia basata sull’utilizzo di cellule staminali. La cura però non aveva ottenuto il via libera del ministero della Sanità e non era dunque consentita in Italia.
Gli interrogatori dei medici indagati sono iniziati circa un anno fa. Tra i primi a essere sentiti anche uno dei camici bianchi comaschi coinvolti nell’inchiesta. Il professionista aveva scelto di rispondere alle domande e, nella sua deposizione, aveva fatto riferimento a 9 interventi chirurgici «per praticare prelievi ossei dalla cresta iliaca».
Il materiale biologico prelevato sarebbe poi stato inviato a Trieste, città che avrebbe fatto da fulcro per le ricerche sulle staminali.
L’ospedale “Moriggia Pelascini” di Gravedona non sarebbe mai stato coinvolto nelle indagini perché sarebbe estraneo agli interventi contestati. Interventi che sarebbero stati effettuati in autonomia dai professionisti iscritti nel registro degli indagati.
Sul fronte dei pazienti sottoposti ai trattamenti con le staminali, secondo quanto emerge dalle indagini coordinate dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello, almeno 14 malati avrebbero pagato somme dai 4mila ai 55mila euro per essere curati con le cellule staminali. I risultati promessi però, secondo la Procura del capoluogo piemontese e i carabinieri del Nas, non venivano in realtà ottenuti.
Dopo le nuove perquisizioni all’ospedale di Brescia, l’inchiesta potrebbe ora subire un’ulteriore accelerazione. Non è possibile escludere ulteriori azioni e controlli nei prossimi giorni.

Anna Campaniello

Nella foto:
Nell’ambito dell’inchiesta del pm torinese Raffaele Guariniello sono stati iscritti sul registro degli indagati 16 professionisti tra i quali anche 4 camici bianchi del “Moriggia Pelascini” di Gravedona: 3 chirurghi e un anestesista, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di medicinali guasti e in modo pericoloso per la salute. L’accusa è inoltre di truffa nei confronti dei pazienti
18 maggio 2012

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