Usura a Como: nella villa in Provenza spuntano i documenti scomparsi in centro città

Tourrettes sur Loup

La bellissima villa in sasso con piscina, riconducibile a un 74enne, residente a Laglio, accusato di un vasto giro di usura in città a Como, si trova a Tourrettes sur Loup, comune francese con meno di 5mila abitanti collocato nella regione della Provenza-Costa Azzurra. La dimora, nelle scorse ore, è stata raggiunta dagli uomini della guardia di finanza di Como e dai colleghi della gendarmerie francese per essere passata al setaccio, dopo una richiesta di rogatoria avanzata dalla Procura della Repubblica lariana nell’ambito dell’inchiesta ancora in corso denominata “Chi vuol essere milionario”. Nel mirino delle fiamme gialle era finito un presunto vasto giro di usura nel Comasco, con tassi di interesse annui fino al 600% e vittime costrette a cedere immobili di proprietà ai presunti strozzini per ripagare i debiti.
Il 74enne era stato arrestato assieme ad altri due indagati. La guardia di finanza ha raggiunto la villa in Francia che è stata passata al setaccio, alla ricerca di elementi utili alle indagini che stanno proseguendo senza sosta, nonostante i giorni delle festività appena trascorsi. Perquisizioni che avrebbero sortito effetto. Pare infatti che, in un vano vicino alla piscina della villa, sarebbero stati trovati degli incartamenti e dei documenti che erano scomparsi da Como e che le fiamme gialle giudicano importanti per ricostruire i movimenti di denaro. Non solo. Sempre nella villa di Tourrettes sur Loup, paese a 14 chilometri dal mare, abbarbicato di uno spuntone di roccia e noto come il “borgo delle violette”, per il caratteristico fiore che ne colora le vie, gli uomini della gendarmerie e delle fiamme gialle avrebbero ritrovato anche una Range Rover di cui pare fosse stato denunciato – proprio dal 74enne – il furto anni fa.
Alla fine di dicembre sempre le fiamme gialle avevano provveduto al sequestro preventivo di undici immobili e beni riconducibili anche agli altri indagati. I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Como, al termine degli accertamenti patrimoniali, avevano effettuato numerosi sequestri di immobili tra Alzate Brianza, Cadorago, Capiago Intimiano, Como, Inverigo e Schignano. Per l’accusa, parte delle abitazioni erano state cedute dalle stesse vittime dell’attività illecita del Comasco. Il giudice per le indagini preliminari aveva disposto anche il sequestro di beni e utilità di cui gli indagati avevano la disponibilità, anche per interposta persona, per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari per un totale di oltre 700mila euro.

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