Arresti alla Stradale. Utenti della strada e consumatori costernati

alt«Non dovrebbero esserci risvolti penali per chi ha preso le multe»
«Siamo costernati e amareggiati. Al momento però non possiamo fare altro che attendere la conclusione del lavoro della magistratura. L’unico conforto è che, almeno stando alle prime informazioni, sembra che gli automobilisti non abbiano partecipato in alcun modo ai presunti comportamenti illeciti».
Mario Lavatelli, presidente dell’Acus, l’Associazione Utenti della Strada di Como, non nasconde lo sconcerto per la clamorosa inchiesta che ha coinvolto i vertici della polizia stradale del capoluogo lariano.

«Naturalmente è giusto considerare la presunzione di innocenza – dice – ma onestamente sono perplesso e sconcertato». «L’associazione utenti della strada ha il massimo rispetto per le forze dell’ordine e siamo i primi a dire che le sanzioni, quando sono giuste, devono essere comminate – sottolinea Lavatelli – Se davvero fosse confermato che multe, anche giuste, non siano state date per mancanza di volontà di lavorare, sarebbe davvero grave. È evidente che in questo modo il sistema non possa funzionare. Su eventuali divergenze di opinione è giusto confrontarsi, ma questo presunto modo di agire mi lascia davvero molto amareggiato».

 

Difficile ipotizzare al momento le possibili, eventuali conseguenze per gli automobilisti che, a loro insaputa, non sono stati sanzionati per eccessi di velocità rilevati dal tutor. «Se, come sembra dalla prime informazioni, gli automobilisti non hanno concorso al presunto reato e non hanno avuto un comportamento collusivo, naturalmente non possono esserci nei loro confronti risvolti penali – dice Lavatelli – Al massimo, qualora non fossero intervenuti i termini per la prescrizione, potrebbero essere chiamati a pagare la multa».
«L’idea che l’unico obiettivo della cancellazione delle multe fosse lavorare meno, per dirla tutta, mi lascia qualche perplessità – conclude Lavatelli – Confido nel lavoro della magistratura e aspetto di capire come si concluderà l’inchiesta per fare eventuali ulteriori considerazioni».
Sconcertato anche Mauro Antonelli, referente provinciale di Como del Codacons. «Il consumatore – dice – quando infrange una norma del Codice della strada, se la multa è giusta naturalmente, deve essere punito. Anzi, da tempo denunciamo il fatto che si danno troppe multe “facili”, ovvero sostanzialmente per divieto di sosta, contestazione che riguarda l’80% delle sanzioni, e si sanzionano pochissimo i comportamenti scorretti che contano, quelli pericolosi come l’eccesso di velocità o il passaggio con il semaforo rosso».
«Il tutor è la soluzione migliore per individuare gli eccessi di velocità – aggiunge Antonelli – e riduce in modo vistoso l’incidentalità. Non sono “agguati” agli automobilisti, sono sistemi regolarmente segnalati. Dare queste multe a chi ha commesso la violazione è giusto. Se fossero accertate le cancellazioni illegali, sarebbe una situazione assurda. Per quanto riguarda gli automobilisti comunque, credo che nella maggior parte dei casi non avranno alcuna conseguenza perché probabilmente saranno scaduti i termini per la verbalizzazione».

Anna Campaniello

Nella foto:
Al centro dell’inchiesta ci sono anche una serie di multe comminate dalla polizia locale di Como, oltre che dal sistema per la rilevazione della velocità tutor, attivo sull’autostrada A4 Milano-Bergamo, di competenza – come controlli – anche della polizia stradale di Como

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