Va in pensione Isabella Nobile, conservatrice dei Musei Civici di Como

Reperti nella sala romana del Museo Giovio

Da lunedì prossimo andrà in pensione l’archeologa Isabella Nobile, responsabile dei Musei Civici e Conservatrice di Archeologia classica e post-classica per il Comune di Como.

Isabella Nobile andrà in pensione dopo quasi quarant’anni di servizio presso il Comune di Como. Il primo approccio con il Museo è avvenuto per motivi di studio: qui infatti erano conservati alcuni reperti oggetto della sua tesi di laurea in archeologia.  Alla fine del 1980, chiamata come consulente all’interno di un progetto di Regione Lombardia per la riqualificazione dei Musei lombardi, ha avviato sotto la guida del direttore di allora, Lanfredo Castelletti, l’inventariazione dei reperti delle collezioni archeologiche, dedicandosi in particolare alla sezione romana. Era quello un periodo particolarmente vivace, in cui stava cambiando l’idea stessa di museo, che da luogo di sola conservazione si affermava come centro di ricerca e divulgazione scientifica.

Il risultato dell’attività di quegli anni si è concretizzato soprattutto quando, vinto il concorso di conservatore museale nel 1988, ha potuto stabilizzare la sua collaborazione con il Comune di Como.

Da allora gli allestimenti permanenti si sono notevolmente ampliati, con l’apertura di nuove sale (egizia, vasi greci, bronzetti, gemme, monete) ma anche di intere sezioni, come quella dedicata all’archeologia romana nella quale sono stati esposti reperti che da decenni non erano più visibili al pubblico. Un ulteriore passo avanti nell’archeologia romana è stato determinato dalla possibilità di visitare la Porta cosiddetta “Pretoria” in via Cantù, presso la quale sono stati esposti i reperti qui rinvenuti e sono state installate tre postazioni multimediali che illustrano quanto finora si conosce di Como romana. 

Tra le sue attività vi sono anche diverse campagne di scavo archeologico (le ultime condotte al castello Baradello e a Laino), che hanno contribuito ad incrementare i reperti del patrimonio museale, oltre agli studi condotti sui materiali stessi che hanno prodotto oltre cento pubblicazioni a carattere soprattutto scientifico (come lo scavo lungo le mura romane di Como) e divulgativo (come la guida alla sezione di archeologia romana del Museo).

«Di tutti questi anni passati al Museo – dice Isabella Nobile – mi piace ricordare le tante persone con cui ho lavorato, con passione e positività. Certo sono stati anni intensi da tutti i punti di vista, è stato un lavoro che mi ha impegnato molto, anche al di fuori dei giorni e degli orari d’ufficio, perché in Museo abbiamo decine di migliaia di opere, reperti, cimeli, ma che ho svolto con grande piacere.

Nel futuro mi dedicherò certamente di più alla famiglia, ma non smetterò di fare l’archeologa: vorrei continuare lo studio in corso sugli ultimi scavi, in particolare quello di Laino. Sono convinta infatti che la conoscenza del patrimonio museale sia indispensabile per poterlo valorizzare».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.