Vaccinarsi è la vera ribellione dei giovani

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Venticinque per cento di prenotati immediatamente in Lombardia, 600mila iscritti nella fascia 12-19 anni, è un dato notevole. E poi altri milioni in tutta la Penisola. Siamo entusiasti per la risposta dei giovani e giovanissimi all’adesione della vaccinazione anti-Covid. Non era per niente scontato.

Parliamo di adolescenti, preadolescenti e ventenni che poco o nulla avrebbero da perdere in caso di contagio da Coronavirus. Vuoi vedere che ci stanno dando una lezione di civiltà e senso di comunità?

Sicuramente lo fanno a quei numerosissimi sessantenni che mancano ancora all’appello. Pensavamo fossero poche unità coloro che, affetti da sindrome di Peter Pan ed esibendo improbabili codini dietro teste calve e in sella a rombanti Harley Davidson, credono, pur con pressione arteriosa alta e prostata ingrossata, di fare una passeggiata in caso di Covid. Sembra invece che questi (molto) ex giovani siano tra i due e quattro milioni. Bravi i ragazzi allora. Ma vediamo di capire.

Innanzitutto, non crediamo che siano tutti in fila nei centri vaccinali per proteggere gli anziani o per raggiungere l’immunità di gregge tanto ambìta. Sicuramente molti lo fanno per poter andare all’estero in vacanza o a studiare. E va benissimo, è un gesto razionale e intelligente, conquistare i diritti prima di pretenderli. Ma moltissimi, siamo convinti, lo fanno per consentire una piena riapertura delle scuole a settembre. Sì, si saranno detti, se aspettiamo che gli adulti adeguino i mezzi pubblici e i turni di entrata e uscita dagli edifici scolastici, sarà meglio che ci proteggiamo da soli.

Ma perché quindi è importante vaccinare i giovani e giovanissimi? È stata finalmente dimostrata l’efficacia anche nella fascia 12-15enni, mentre negli studi registrativi non era stato indagato. Ma più di tutto siamo convinti che tra i ragazzi, e i loro genitori, è stato compreso il concetto di lottare tutti insieme per una minore diffusione del virus. Minimizzare la possibilità che giovani e adolescenti siano e rimangano nei prossimi anni un serbatoio per il virus significa in buona sostanza evitare che il virus continui a replicarsi in maniera incontrollata e quindi aspettarsi nuove varianti che potrebbero rendere vana l’immunità di chi si è già vaccinato o ha contratto la malattia. Quindi bravi ragazzi e con loro genitori, nonni, educatori che li hanno convinti ad aderire.

Tra gli eroi del Covid, operatori sanitari, impiegati nella grande distribuzione alimentare e addetti alla sicurezza pubblica, mettiamo anche voi. Avete capito che vaccinarvi è il vero gesto di ribellione in linea con la vostra età. Siete stati compressi e massacrati per più di un anno: niente affetti, amici, scuola, sport, viaggi, gite, divertimento, ma avete subìto con disciplina e rigore. Ora siate voi a regolare i conti con il virus; rendetelo inoffensivo e non consentitegli di rialzare la testa.

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