Vaccinazioni contro l’influenza, si parte il prossimo 6 novembre L’obiettivo è di 160mila iniezioni

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La malattia di stagione
Quest’anno il virus non sembra particolarmente aggressivo

L’obiettivo è raggiungere quota 160mila vaccinazioni. È questo il target che l’Asl di Como si è prefissata per l’imminente campagna antiinfluenzale 2013-2014, al via ufficialmente il 6 novembre. Ieri mattina la presentazione.
«Il vaccino è sicuro ed efficace – ha spiegato il direttore sanitario dell’Asl di Como, Carlo Alberto Tersalvi – Svolge una funzione preventiva. Si tratta di un intervento di sanità pubblica, indispensabile per proteggere dalle complicanze i soggetti a rischio

e per frenare la diffusione dell’epidemia».
Si punta a raggiungere, come detto, 160mila comaschi rientranti nelle categorie a rischio. Come tali potranno dunque ricevere gratuitamente il farmaco. Interessate tutte le persone che hanno compiuto i 65 anni, i bambini di età superiore ai 6 mesi, i malati cronici, i diabetici, i cardiopatici e i soggetti con altre patologie ma anche gli operatori dei servizi essenziali per la comunità e chiunque assista costantemente una persona a rischio.
I medici di medicina generale vaccineranno in ambulatorio i pazienti over 75 (che sono 60mila) e, a domicilio, tutti i malati costretti a letto. Tutti gli altri soggetti dovranno invece recarsi negli ambulatori e nelle strutture socio-sanitarie indicati, assieme alle date, sul sito www.asl.como.it.
«Abbiamo chiesto, tramite la Diocesi, di poter affiggere i manifesti con tutte le indicazioni nella diverse parrocchie», dice il direttore Tersalvi.
La vaccinazione è inoltre raccomandata per i medici e per il personale sanitario, ma anche per le forze di polizia e i vigili del fuoco, visto che sono a contatto con la gente e considerato il loro ruolo in caso di emergenza. E anche per chi, a causa del lavoro svolto, è vicino ad animali che potrebbero costituire una fonte di infezione da batteri non umani.
Il virus atteso quest’anno «non sembra particolarmente aggressivo e come sempre colpirà e avrà il suo picco tra gennaio e febbraio. Attualmente sono in circolazione solo forme virali», interviene Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como. Intanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha prescritto l’utilizzo di un vaccino trivalente con tre antigeni: i nomi sono California e Victoria – già conosciuti – e il nuovo Massachusetts.
La campagna avrà tra i protagonisti fondamentali, come ogni anno, i medici di famiglia che serviranno, oltre che per vaccinare, anche per informare le persone. «Ci auguriamo che l’adesione alla campagna preventiva sia elevata, soprattutto tra le categorie a rischio. Chi non ha diritto ad avere gratuitamente il farmaco, ma vuole comunque vaccinarsi, può comprare il medicinale in farmacia (il costo è di 14 euro) e poi rivolgersi al medico di famiglia», spiega Gianluigi Spata.
Sono intanto state ribadite le regole base per cercare di evitare il contagio. In particolare bisognerà lavarsi le mani spesso e accuratamente, coprirsi la bocca e il naso in caso di colpi di tosse e starnuti e, soprattutto, restare a casa in presenza di evidenti sintomi influenzali per evitare la diffusione del virus.
«Ogni anno viene colpito dall’influenza circa il 5-10% della popolazione ovvero circa 8 milioni di italiani. È quindi decisivo vaccinarsi», precisa Aldo Palumbo, direttore del servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl.
«Va inoltre ricordato come, durante la stagione influenzale, sia attivo un sistema di sorveglianza virologica che serve per monitorare la circolazione dei vari ceppi di virus e per fornire dati utili e aggiornare la casistica – aggiunge Aldo Palumbo – Per raccogliere queste informazioni sono attivi i cosiddetti “medici sentinella”, ben 9 nel nostro territorio, che raccolgono e inviano campioni di tampone naso-faringeo per seguire l’andamento dell’epidemia».
Infine, un riferimento alla passata campagna antinfluenzale. «I dati di adesione non sono purtroppo stati molto alti. La percentuale è stata inferiore al 60% sul target dei 160mila comaschi potenziali da vaccinare – sottolinea il direttore sanitario Carlo Alberto Tersalvi – Su ciò hanno influito due fattori. Innanzitutto la campagna dell’anno scorso è stata condizionata dalla diffidenza dei cittadini dopo il caso dei vaccini ritirati, scoppiato proprio poche settimane prima che iniziasse la campagna. Inoltre non si è trattato di un virus particolarmente aggressivo».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Anche questa volta l’influenza avrà il suo picco tra gennaio e febbraio

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