Vaccinazioni dal pediatra contro la meningite. A Como soltanto quattro adesioni

Solo quattro pediatri comaschi su oltre sessanta sono attrezzati per effettuare nei propri studi le vaccinazioni contro la meningite. Per ridurre le liste d’attesa e far fronte alle richieste, la Regione ha chiesto la collaborazione dei medici che hanno in carico i piccoli pazienti, ma sul Lario l’adesione è stata del 6% circa. Sull’intera Ats Insubria, che comprende anche Varese, i camici bianchi che hanno dato la disponibilità sono soltanto otto.
La mancata adesione al progetto è dettata da problemi organizzativi e difficoltà tecniche. «L’adesione a questa iniziativa presuppone un’organizzazione per lo studio complessa, difficile soprattutto per chi ha un ambulatorio personale e non fa parte di uno studio associato – spiega Elisabetta Profumo, segretaria provinciale della Fimp, la Federazione dei medici pediatri – L’accordo con la Regione prevede che sia il medico stesso a doversi procurare i vaccini e poi a conservarli e per questo è necessario avere contenitori e frigoriferi con temperatura controllata che garantiscano la corretta conservazione dei farmaci». «C’è poi l’aspetto per così dire burocratico – continua la referente comasca della Fimp – In molti casi questi vaccini sono offerti in copagamento e il pediatra deve dunque occuparsi di verificare che sia stato pagato il bollettino, acquisire la ricevuta e fare la registrazione prevista. In sostanza, la vaccinazione si fa senza difficoltà, ma i problemi riguardano tutti gli aspetti organizzativi collegati alla somministrazione di questi farmaci nei nostri studi».
Il risultato è che, almeno in questa prima fase, l’Ats Insubria ha raccolto solo 8 adesioni, metà delle quali sono di pediatri della provincia di Como. «Possiamo parlare di un esperimento pilota e ringraziamo i colleghi che hanno aderito e si sono messi a disposizione, tanto di cappello – dice ancora Elisabetta Profumo – Per quanto riguarda gli altri, in generale la volontà c’è e crediamo fortemente in queste attività legate alla vaccinazione e alla sensibilizzazione. Siamo in attesa però di valutare altre possibili forme di collaborazione. Ad esempio, come abbiamo proposto, effettuare le vaccinazioni per sopperire ai problemi di personale dell’Asst ma facendolo nei loro ambulatori, attrezzati per la conservazione dei farmaci».
«La disponibilità a collaborare da parte dei pediatri è massima – conclude la segretaria provinciale della Fimp – ma bisogna avere la possibilità di garantire che tutto si svolga nel migliore dei modi. A Como comunque il servizio vaccinazioni funziona e al momento non abbiamo particolari criticità».
Anna Campaniello

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