Vaccinazioni, Lariofiere dà la disponibilità. Il presidente: «Basta che si faccia presto»

Agrinatura 2018 a Lariofiere

Ipotesi di vaccinazioni di massa a Lariofiere? La società che gestisce il polo espositivo di Erba dice sì, ma chiede, possibilmente, che si faccia in fretta.
«Perché noi vogliamo anche tornare a ospitare le fiere, non ne facciamo da undici mesi» commenta il presidente di Lariofiere, Fabio Dadati.
La realtà di Erba, del resto, si era fatta subito avanti anche con il commissario straordinario per il Covid, Domenico Arcuri. «Appena abbiamo sentito che Arcuri parlava di costruire delle tensostrutture, ci siamo detti in consiglio ma perché investire in qualcosa di provvisorio quando ci sono tutti i padiglioni dei poli fieristici vuoti?» ricorda Dadati. «Abbiamo subito scritto attraverso l’Aefi, l’Associazione Fiere Italiane, che vede nel board anche il nostro consigliere e past president Giovanni Ciceri. Siamo stati tra i primi a sollecitare l’utilizzo anche dei nostri spazi – aggiunge – Basta però che si faccia presto, ovvero entro marzo, perché poi l’attività deve riprendere».
Il piano vaccinale insomma deve accelerare, anche per fare ripartire tutto il mondo degli eventi, le fiere, i congressi, gli spettacoli e il loro indotto.
«La chiusura ci ha causato ovviamente un danno pesantissimo di bilancio. Se Ats Insubria chiama, noi siamo disponibili. Speriamo solo che chiamino presto» conclude Dadati.
Sulla stessa linea anche la sindaca di Erba, Veronica Airoldi. Marco Magrini, coordinatore Covid dell’Ats Insubria aveva dichiarato sabato al “Corriere di Como”: «Nei prossimi giorni contatterò il sindaco di Erba e ovviamente la dirigenza di Lariofiere per capire la loro eventuale disponibilità all’operazione e per fissare un sopralluogo».
«No, al momento non abbiamo avuto alcun contatto con Ats Insubria – spiega la prima cittadina – Il Comune è però pronto a fare la sua parte. I padiglioni di Lariofiere al momento sono vuoti e non ci sono altre strutture così in provincia. Pochi giorni fa, a Erba è stato aperto anche il Covid-Hotel al Leonardo Da Vinci, ben volentieri risponderemo anche a questa esigenza» conclude.
Magrini ha parlato anche di possibili altri spazi per realizzare degli hub o dei punti vaccini, come la caserma De Cristoforis e l’autosilo Valmulini, entrambi a Como.
«Noi siamo pronti per diverse situazioni – spiega il sindaco di Como, Mario Landriscina – Dipende da quale tattica utilizzerà l’Ats per la vaccinazione di massa. Ovvero, se serviranno pochi punti di raccolta importanti, o più spazi anche periferici. Ci sarebbero nel caso tutti i centri civici. Le soluzioni non mancano e noi possiamo dare anche tutto il supporto logistico e burocratico necessario. L’ipotesi autosilo Valmulini, ad esempio, dal punto di vista dell’accesso e della viabilità può essere una soluzione, anche se poi si dovranno allestire spazi idonei per le vaccinazioni. Anche la caserma potrebbe essere utilizzata, ma non è tra le disponibilità del Comune, dipende dal Demanio. Noi potremmo organizzare la viabilità esterna e dare un supporto. Senza dimenticare il San Martino, già utilizzato per i tamponi e nelle disponibilità di Ats Insubria e Asst Lariana» suggerisce il sindaco-medico.
Anche Como c’è insomma per qualsiasi esigenza del prossimo piano vaccinale. «Credo sia una sfida che tutti vogliono giocare al più presto e soprattutto vincere» conclude Landriscina.

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