Vaccinazioni nelle aziende, sottoscritto il protocollo. Dal Lario già 100 pre-adesioni

Vaccino Coronavirus

Cento imprese associate a Confindustria Como hanno già manifestato la volontà di vaccinare i propri dipendenti direttamente sul posto di lavoro, in virtù del protocollo d’intesa presentato ieri dalla Regione tra Confindustria Lombardia, Anma (Associazione Nazionale Medici di Azienda e Competenti) e Confapi. Gli industriali comaschi si erano mossi in realtà con largo anticipo, per testare la disponibilità degli associati. In febbraio, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, aveva infatti dichiarato la disponibilità del mondo produttivo a partecipare attivamente alla campagna vaccinale per sgravare anche i grandi hub.
Dal punto di vista pratico, per le realtà del territorio comasco si attendono ora i dettagli organizzativi e le indicazioni tecniche che verranno fornite da Ats Insubria e Asst Lariana.
La possibilità di vaccinare in azienda verrà data, con tutta probabilità, soltanto a chi dispone di spazi idonei, compresa una sala d’attesa prima e dopo l’iniezione. Dovrà essere naturalmente garantita la presenza del medico del lavoro dell’azienda oltre a un’ambulanza per eventuali emergenze.
Il nuovo canale della campagna vaccinale è stato annunciato, come detto, nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore al Welfare Letizia Moratti.
«Questo protocollo rafforza la nostra capacità di vaccinare – ha spiegato il presidente Fontana – Si tratta del primo accordo sottoscritto in Italia».
«L’obiettivo della Lombardia è vaccinare entro giugno di quest’anno tutti quelli che hanno titolo per essere vaccinati – ha ribadito la vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti – Il virus corre, ma noi dobbiamo correre più veloci del virus. Per questo, oltre al canale già in atto, e alla prossima vaccinazione massiva, aggiungiamo un canale parallelo direttamente nei posti di lavoro».
Non c’è ancora una data di partenza dell’iniziativa, che, dopo la delibera di giunta, è stata inviata al Ministero della Salute e al commissario per l’emergenza Covid, il generale Figliuolo.
Intanto prosegue la campagna per tutte le categorie indicate, comprese le persone con fragilità e i cosiddetti caregiver, ovvero chi si occupa dell’assistenza quotidiana dei disabili, anche all’interno del nucleo familiare. Proseguono le vaccinazioni per gli over 80, da lunedì scorso vengono vaccinati gli insegnanti e il personale scolastico, mentre dall’inizio della settimana prossima, anche in Lombardia, verrà somministrato il vaccino ai pazienti fragili, direttamente negli ospedali. Sono stati individuati tra i 350 e i 400mila pazienti oncologici o con altre patologie che verranno interessati da questa fase della campagna. Per questa categoria di persone verranno somministrate unicamente dosi Pfizer o Moderna.
Riguardo gli altri vaccini, AstraZeneca in particolare, Letizia Moratti ha rivendicato ieri come sia stata la Lombardia a fare eliminare il tetto dei 65 anni per la somministrazione.
«La previsione è di avere da aprile anche il vaccino Johnson & Johnson – ha detto sempre l’assessore al Welfare – Ci stiamo attrezzando anche per questo, per dare risposte più rapide. L’allargamento dei punti vaccinali alle fabbriche consente anche di allentare la tensione sugli ospedali. Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza tutti i lavoratori delle nostre imprese. Quando arriveremo alla fase massiva della campagna avremo anche un canale parallelo».
Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, ha parlato di 300-400mila persone che potrebbero essere interessate dal vaccino in fabbrica, con la possibilità concreta di chiudere la campagna nel giro di poche settimane, con il ritmo fino a 150mila dosi a settimana. «Se poi potremo allargare la vaccinazione ai familiari dei nostri lavoratori, capite che si tratta di cifre davvero importanti per la Lombardia» ha aggiunto.
Al protocollo sottoscritto ieri ha già aderito anche la Confapi, associazione delle piccole medie imprese, ma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha spiegato ieri di aver ricevuto manifestazioni di interesse ad aderire al protocollo da parte di Confcooperative e di Coldiretti Lombardia e di confidare di coinvolgere presto anche molte altre associazioni di imprenditori.

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