Vaccinazioni, nuova campagna al via. Spata: «Un dovere per la salute e la collettività»

Vaccinazioni

Sono tornate. E con sempre maggior frequenza contagiano grandi e piccini. Si tratta di malattie che sembravano debellate ma che, come il morbillo, stanno facendo registrare un’impennata di casi. E proprio dai numeri parte la nuova campagna in favore delle vaccinazioni lanciata ieri mattina dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Como. Lo slogan è “Ascolta il consiglio del tuo medico: vaccinati”. In prima linea il presidente dell’Ordine, Gianluigi Spata, il professor Luca Levrini, presidente del corso di laurea in Igiene dentale dell’Università degli Studi dell’Insubria e il dottor Daniele Lietti, Direttore U.o. di Pediatria Ospedale Valduce. Ma ecco i numeri: 4.689 casi di morbillo in Italia dal primo gennaio 2017 al 15 ottobre 2017, con 4 decessi (a fronte degli 844 casi in tutto il 2016) e 19mila i casi in Europa, con 44 morti. La causa è da ricercare nella diminuzione delle adesioni alle vaccinazioni, non solo del morbillo ma anche di altre malattie infettive tipiche dell’età infantile come la rosolia e la parotite, che sono scese al di sotto della soglia di sicurezza del 95%. «Una così significativa riduzione delle vaccinazioni è da attribuire anche alla diffusione, attraverso il web, di informazioni scientificamente false sui vaccini, ritenuti responsabili di patologie neurologiche, come l’autismo, che non trovano conferma e riscontro in nessun dato della letteratura scientifica», spiega Spata. «Rispetto allo scorso anno abbiamo pensato di portare il messaggio a tutta la provincia, andare oltre la città di Como (la campagna avverrà con manifesti e con un camion vela) per portare la consapevolezza dell’importanza di vaccinarsi anche a tutti i Comuni limitrofi rivolgendoci a ogni fascia di età, bambini, adulti e anziani», dice Luca Levrini. «Chiunque abbia dubbi o incertezze si rivolga al suo medico di fiducia e troverà ascolto e chiarimenti», aggiunge Daniele Lietti.
«Vaccinarsi è un dovere non solo per la propria salute ma anche per la collettività», chiude Spata.

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