Vaccini a Villa Erba e Lariofiere? Anche no

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di Giorgio Civati

A pensarci bene è davvero singolare che le due strutture espositive e fieristiche del territorio lariano siano state “prese a prestito” come possibile luogo di somministrazione dei vaccini anti-Covid. Lariofiere a Erba e Villa Erba a Cernobbio potrebbero infatti diventare le location per combattere la pandemia; siringhe e vaccini al posto di manifestazioni, eventi e fiere. Strano, come minimo, e per più di una ragione.

Ciò che è stato ampiamente discusso e criticato è per esempio il costo dell’utilizzo di Villa Erba. Solo un recupero delle spese vive, hanno spiegato i vertici della società. Al di là dei conti, resta una domanda: perché proprio lì? Il vaccino vista lago funziona meglio?

Altra riflessione: ma la destinazione dei due siti era ed è ancora quella promozionale, fieristica, espositiva o in quest’anno di blocco semi totale è cambiato qualcosa? Visto che, come pare evidente, non è cambiata la destinazione ultima di Villa Erba e di Lariofiere, perché sottrarli al loro scopo, per quanto difficile nei prossimi mesi?

Tanto per dire, l’ex ospedale Sant’Anna o la caserma militare di Como sono spazi disponibili, senza intralcio in altre possibili attività, e c’è da scommettere che costerebbero anche meno, forse non del polo espositivo erbese ma certamente di quello di Cernobbio. Con il vantaggio di avere comunque due palcoscenici – Villa Erba e Lariofiere, appunto – pronti per una eventuale ripresa delle attività specifiche.

Ancora una volta insomma a Como e dintorni sembra essere stata scelta la via più contorta per arrivare a un traguardo. Intendiamoci, vaccinare i quasi 600mila residenti in provincia è cosa urgente e doverosa, così come indispensabile è farlo in fretta, non appena le dosi saranno disponibili, e magari anche senza eccessivi spostamenti, perdite di tempo, caos per le persone coinvolte. Ma questa riflessione non fa che aumentare i dubbi sulle sedi ipotizzate. Solo due in tutta la provincia? Compresi i comuni del lago e la Bassa Comasca? Può anche essere che ci siano problemi organizzativi e gestionali che ci sfuggono, e frammentare le operazioni risulti difficile.

Fermarsi al “chiavi in mano” per strutture già funzionanti,  ma destinate ad altro, resta però una scelta che ci pare miope. O forse troppo facile e per questo preferita ad altre.

Se, insomma, vaccinare è l’unica “arma” contro il Covid, farlo nella maniera migliore anche dal punto di vista delle strutture e dei luoghi è anch’esso importante.

Intanto, mentre questa delicata macchina sanitaria viene messa in moto per durare mesi, Como e dintorni non possono e non devono precludersi la possibilità di promuoversi e di dare sostegno all’economia, al turismo, alle specificità artigianali e magari gastronomiche. Per tutto questo Lariofiere e Villa Erba sono indispensabili, per i vaccini anche no, ci sono alternative.

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