Vaccini antinfluenzali, il fallimento della Regione Lombardia. I medici di base in rivolta: «È un’indecenza»

Donati vaccini antinfluenzali

E alla fine, la Lombardia ha certificato il suo fallimento nella campagna vaccinale antinfluenza. Con una lettera inviata ai medici di base, molte Ats hanno chiesto di fatto di chiudere le agende delle prenotazioni per mancanza di dosi.

La protesta da parte degli stessi medici è stata durissima. Il presidente dell’Ordine regionale, il comasco, Gianluigi Spata, ai microfoni di Etv, ha parlato di «indecenza».

«Abbiamo ricevuto martedì sera una mail dall’Ats con cui ci viene detto che l’ultima tranche di vaccini antinfluenzali che doveva essere fornita per coprire le esigenze dei pazienti, soprattutto over 65, arriverà in ritardo e soltanto in parte, circa un terzo del previsto».

L’Ats, dice Spata, ammette chiaramente che «la fornitura non potrà soddisfare le esigenze. Questo ci mette in grave difficoltà. Dobbiamo richiamare in queste ore i pazienti chiedendo scusa perché non abbiamo il vaccino. Noi dobbiamo chiedere scusa per un’inadempienza che non è nostra. Non possiamo fare il vaccino a tutti quelli che ne avrebbero diritto perché dobbiamo riservarlo alle persone più fragili, ai pazienti malati e allettati. È un’indecenza. Una cosa che non possiamo accettare».

Ovviamente i pazienti si fanno sentire, «chiamano, si arrabbiano con noi. Ho ricevuto anche qualche insulto, cosa che non mi era mai capitata – confessa Spata – Arrivare a 68 anni e sentirsi insultati dai pazienti perché non abbiamo il vaccino è deprecabile e i vertici della Regione dovrebbero riflettere su questo. A tutti chiedo di non prendersela con i medici di famiglia, i quali stanno mettendo anima e cuore nella campagna vaccinale, così come nell’assistenza. Siamo al telefono e reperibili come è giusto che sia dalle 8 alle 20 e anche il sabato e la domenica e ci occupiamo di tutti i pazienti che sono malati ma non sono in ospedale».

L’adesione alla campagna vaccinale, aggiunge il presidente dell’Ordine dei medici, «è stata più alta che mai: un’adesione massiccia. Mai abbiamo avuto tante richieste. La Regione ha abbassato l’età della campagna da 65 a 60 anni e ora dovremo dire a queste persone, invitate a vaccinarsi, che non possono farlo. Non ci lamentiamo poi se i cittadini perdono fiducia nelle istituzioni».

La lettera dell’Ats di cui parla Spata è stata resa nota anche dal consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo. «Aver continuato a sostenere che sui vaccini andava tutto bene, anziché chiedere aiuto alle altre Regioni è stato un atto da veri irresponsabili – tuona Orsenigo – Ma sul serio possiamo fidarci di un governo lombardo che arriva a questi livelli di incompetenza nella gestione di un servizio di importanza basilare come le vaccinazioni? La nostra regione arranca e a fare le spese della scarsa prevenzione sono sempre e soltanto i cittadini».

Durissimo anche il commento del segretario regionale dei pensionati della Cgil, Valerio Zanolla. «Il sistema sanitario lombardo si dimostra una volta di più alla canna del gas. Per anni abbiamo sentito riecheggiare i vanti della sanità migliore del Paese. Ecco i risultati: assoluta incapacità organizzativa e di programmazione. La colpa? Non solo dell’attuale gruppo dirigente lombardo, ma di chi li ha preceduti e che ha favorito la politica di privatizzazione della nostra sanità. Fontana e soci come pensano di far fronte in maniera efficace alla campagna di vaccinazione anti-Covid che si dovrà affrontare nei prossimi mesi? L’allarmante gestione della profilassi antinfluenzale è un pericoloso e molto preoccupante campanello d’allarme», conclude Zanolla

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2 Commenti

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    Antonio Vanzulli , 29 Novembre 2020 @ 14:32

    sono convinto che nessuno risponderà

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    Antonio Vanzulli , 29 Novembre 2020 @ 14:31

    quando conosceremo i provvedimenti disciplinari per i responsabili (anche politici) di questo fallimento totale della regione.
    prima ci dicono che la nostra sanità è all’avanguardia (in alcuni settori e in moti ospedali, cio’ é vero), poi , alla resa dei conti ci troviamo davanti a degli incapaci (politici in testa) che non riescono a programmare un vaccinazione stagionale, quindi ampiamente prevedibile.
    non riescono nemmeno a quantificare il numero delle persone da vaccinare (anziani in testa). forse, secondo loro, il numero dei morti per coronavirus avrebbe ridotto più del previsto il numero degli anziani da vaccinare??
    l’incapacità dei politici, sommata all’incapacità dei vari responsabili tecnici, ci ha portato a questa situazione. per i primi, bisogna aspettare nuove elezioni, per rispetto della democrazia. per gli altri, come la mettiamo?

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