Vaccini, l’esempio del presidente Mattarella

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di Giorgio Civati

Senza vaccini non si esce dall’emergenza Covid. Ovvio dunque che l’attenzione sull’argomento sia massima, visti anche i molti problemi collegati: dalla produzione alla distribuzione, senza dimenticare le regole per le categorie, i soggetti deboli, gli ultraottantenni, il personale sanitario e della scuola, le forze dell’ordine e via di questo passo.

Con grande confusione. Già, perché se i vaccini ci sono ma sono pochi, è ovvio che sia necessario un elenco di priorità, decidendo chi ha diritto a essere immunizzato prima e chi invece deve aspettare. Sperando, ovviamente, che le attese siano ridotte. Ma la domanda resta, insieme a molta retorica, demagogia, disinformazione non si sa quanto voluta o casuale. Condannati ovviamente i “furbetti”, figura tipica italiana e non solo, nel ragionare su chi vaccinare e quando, ci pare si sia perso un po’ il senso della realtà. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in fila con gli altri e chiamato per sole questioni di età qualche giorno fa, ci ha fatto per esempio colpito.

Ma come: è il capo dello Stato e lo trattiamo come uno qualunque? Uno vale uno, come dicevano i Grillini fino a qualche tempo fa? Anche se è il presidente della Repubblica? Non per privilegio, ma per tutela del suo “lavoro”, chi è al vertice dello Stato dovrebbe essere tutelato, anche dal punto di vista sanitario. Draghi, ma anche tutti i ministri, sono “gente qualunque”? Non fosse altro che per il fatto di avere in mano il destino di tutti noi, c’è da augurarsi fortissimamente che siano sani e che lo restino nonostante il Covid. Vaccinare chi ci guida e ci amministra è a vantaggio nostro. Però su questo tutti paiono avere scantonato.

Vero, qualche sindaco sconosciuto e qualche giunta comunale di paeselli minuscoli ne hanno approfittato, qualche categoria forse sta esagerando sul ruolo di servizio, fondamentale e insostituibile del proprio lavoro, qualche idiota ha cercato di saltare la fila e magari c’è riuscito. Ma tutto ciò non può far dimenticare ruoli e responsabilità di vertice. Che richiedono, oltre alla competenza, anche la salute.

Qualcuno, forse provocatoriamente, aveva addirittura avanzato l’ipotesi di vaccinare prima i lavoratori e solo dopo gli anziani e i pensionati. Si è sentito dire sottovoce e non era nemmeno giustificabile né giusto, ma serve da esempio per la faciloneria con cui si discute di vaccini. Il presidente Mattarella, in questo senso, ha sicuramente dato un esempio di stile e di misura mettendosi in fila insieme ad altri coetanei, come uno dei tanti. Ma resta il fatto che lui uno qualunque non lo è, così come qualche altra manciata di persone in tutta Italia. Sarà brutale, ma rendersene conto può soltanto aiutare.

Per uscire dall’emergenza Covid e dalle molte crisi collegate servono persone capaci, guide preparate, leader degni di questo appellativo. Preservarli, proteggerli e mantenerli sani è utile e doveroso. Ma, al solito, da italiani approssimativi e superficiali, grideremmo allo scandalo se la proposta arrivasse davvero.

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