Silvio Garattini: «Vaccini, non c’è motivo di allarme»

altSanità nel mirino. Caso influenza: Silvio Garattini, fondatore del prestigioso istituto “Mario Negri” punta il dito contro la scarsa informazione. Difendersi dalla malattia è una misura di salute pubblica
Il vaccino contro l’influenza? «Il conduttore di Porta a porta, Bruno Vespa, ha fatto bene a iniettarselo in diretta tv. Ma ha aspettato un po’ troppo a farlo. Io l’ho ricevuto un mese fa, quel vaccino. E lo dico con forza e anche con la massima serenità: non c’è nessun motivo di allarme».
Secondo il fondatore e direttore del prestigioso istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, Silvio Garattini, da sempre in prima linea quando si tratta di smascherare “bufale”

mediche, è da escludere che ci sia un nesso tra i vaccini anti-influenzali e alcune morti sospette che hanno tenuto banco in questi giorni sui giornali.
L’età avanzata dei deceduti, tutti anziani, suggerisce che ci possano essere altri motivi: «Escludo che ci sia un rapporto di causa-effetto», dice l’illustre medico meneghino, classe 1928.
Lo spinoso tema dei rischi legati alla vaccinazione, dopo i casi di morti segnalate nei giorni scorsi all’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha toccato anche il Lario.
Un episodio è stato evidenziato infatti anche dall’Asl di Como. In materia di vaccino antinfluenzale, l’attenzione è concentrata così anche sull’Azienda Sanitaria Locale lariana, che nei giorni scorsi aveva chiesto ai medici di medicina generale di sospendere l’utilizzo del vaccino Fluad. Intanto, l’Ente Europeo dei Farmaci ha rassicurato sul fatto che non vi sia alcuna prova di causa-effetto a carico del Fluad nei casi di morte di pazienti che avevano effettuato l’iniezione per prevenire l’influenza.
Professor Garattini, come mai è così tranquillo?
«I casi citati sono sopravvalutati. Ogni giorno muoiono 1.500 persone in Italia, in larga parte sono soggetti anziani che hanno vari problemi di salute, come tumori e malattie cardiovascolari. La probabilità che parecchi di questi abbiano ricevuto un vaccino è molto alta, per cui è indubbio che chi ha fatto la vaccinazione può morire. Ma morirebbe in ogni caso. La vaccinazione protegge dall’influenza, non certo dalla mortalità in quanto tale. Non c’è un rapporto di causa-effetto, è solo casualità»
«Se tra i 1.500 morti al giorno andiamo ad analizzare quanti 48 ore o 72 ore fa sono andati al ristorante, non potremmo certo dedurre che pranzare fuori casa li abbia avvelenati», prosegue Garattini.
Che punta il dito contro i media: «Questo modo di presentare le cose da parte dell’informazione è risultato dannosissimo, perché l’influenza è una malattia che aumenta la mortalità, e probabilmente l’anticipa. È un killer che in Italia miete ogni anno 8mila vittime. Se la gente non si vaccina, avremo conseguenze disastrose. Altro che vaccini pericolosi, quindi. L’allarme da lanciare è diametralmente opposto. Se la gente non si vaccina, si espone a gravi rischi. L’influenza è una malattia potenzialmente mortale, ed aumenta la gravità di patologie in atto, specie in soggetti cardiopatici, con problemi respiratori o diabetici. Insomma, nel caso dei vaccini non ha funzionato la comunicazione, non si è insistito a sufficienza sul fatto che non c’è nessun rapporto di causa-effetto tra vaccini e morti».
«Tra l’altro – aggiunge Silvio Garattini – non si è mai verificato in passato che il vaccino anti-influenzale provocasse morti, se non in casi particolari, e cioè in presenza di shock anafilattici, cioè reazioni immunitarie violente che però si manifestano in tempi brevi».
Casualità, coincidenza, quindi, non causalità. Attenzione. Fa parte del fatto che si fronte a una denuncia si fanno queste cose per esaminare.
«I vaccini non uccidono – prosegue l’illustre scienziato milanese dell’istituto “Mario Negri” – È vero, non si può escludere del tutto, in assoluto, che le proteine del virus presenti nei vaccini non possano interferire con altre malattie e farle degenerare. Ma sottolineo in tal caso un’altra particolarità statistica: in quel caso, sarebbero morte molte più persone. Lo ripeto, i vaccini non uccidono. E poi non dimentichiamoci che stiamo parlando di lotti di vaccini distribuiti in centinaia di migliaia di dosi in tutta Europa. La situazione è sotto controllo. Potrebbero esserci anche molti più casi di “morti sospette” rispetto a quelle fin qui riportate, ma ciò non cambierebbe il quadro generale. Lo ribadisco ancora: è una casualità».

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