Vaccini, provincia di Como in ritardo. Quasi due dosi su tre ancora nel freezer

Vaccino Covid 2021

Vaccinazioni anti Covid, la Lombardia ha superato quota 100mila dosi iniettate dal 27 dicembre scorso, ma si tratta ancora del 43% dei farmaci consegnati alla regione fino a oggi. Sono infatti già quasi 235mila infatti le dosi a disposizione del territorio lombardo per la prima fase della campagna.
Un ritardo pesante, che si riflette in modo speculare sui dati della provincia di Como. Sul Lario, anzi, se è possibile si sta andando ancora più a rilento rispetto alla media regionale. Poco meno di due dosi di vaccino su tre si trovano infatti ancora, abbastanza inspiegabilmente, nei freezer del Sant’Anna. L’Asst Lariana ha infatti ricevuto 14.090 dosi dal 27 dicembre, tre forniture da 4.680 e una da 50 per il “V-Day” del 27 dicembre scorso. L’ente territoriale ne aveva somministrate martedì 4.437 al proprio personale. Si tratta del 31% di quelle ricevute in provincia. A queste vaccinazioni si devono aggiungere quelle al Valduce, al Fatebenefratelli e a Villa Aprica, oltre che nelle quattro Rsa. Si tratta di alcune centinaia di vaccini, per un totale che supera appena le 5mila dosi a oltre due settimane dall’inizio della campagna vaccinale. Un dato che stride rispetto a quanto fatto da altre regioni italiane. «Nella giornata di martedì – secondo l’ultimo report regionale – nelle strutture sanitarie della Lombardia sono state effettuate 17.547 vaccinazioni anti Covid e il dato complessivo sale a 104.449 somministrazioni dall’inizio della campagna».
Il numero che compare sul sito del Ministero della Salute dedicato agli aggiornamenti in tempo reale dei vaccinati in Italia è leggermente inferiore, perché alcuni dati potrebbero non essere stati ancora inseriti, ma la Lombardia è comunque ferma a meno del 50% delle somministrazioni rispetto alle dosi disponibili.
Il neo assessore al Welfare Letizia Moratti, che ha già incontrato i direttori generali di Ats e aziende ospedaliere, ha chiesto di accelerare sul piano di somministrazione del farmaco per aumentare la quota di dosi utilizzate. In base agli ultimi dati del ministero, la media complessiva dei vaccini somministrati in Italia è del 56,9%. Le regioni più virtuose secondo questa elaborazione sono la Campania, che ha utilizzato il 77,7% delle dosi disponibili, l’Umbria e il Veneto rispettivamente con il 69,8 e il 68,8. Peggio della Lombardia in questo momento risultano solo la Basilicata, la provincia autonoma di Bolzano e la Calabria.
Meglio della Lombardia sta facendo il Canton Ticino, dove da oggi viene aperta la possibilità di vaccinarsi a chi ha oltre 80 anni (classe 1940 e precedenti), mentre si è già chiusa la prima fase tra tutti gli operatori e gli ospiti delle case di riposo. La disponibilità di vaccino per le prossime settimane consente al Cantone di procedere con la seconda fase, mentre in Lombardia il completamento della prima appare ancora in grave ritardo.
La campagna di vaccinazione in Ticino è iniziata il 4 gennaio proprio dalle fasce più deboli delle case per anziani ed è entrata nel vivo ieri con l’apertura del primo centro di vaccinazione a Rivera. Come noto, a questo centro dal 25 gennaio si affiancheranno quelli di Ascona e Tesserete. Dopo aver vaccinato i residenti con 85 anni e più, da oggi, gli appuntamenti a Rivera sono destinati anche alle persone con 80 o più anni, ma pure ai coniugi, partner o altri conviventi con 75 o più anni. Per gli appuntamenti è stato attivato anche un numero verde.

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