Vaccini e scuola, Regione contro Ministero
Cronaca, Sanità

Vaccini e scuola, Regione contro Ministero

A meno di dieci giorni dalla scadenza per presentare i certificati di vaccinazione per i bambini dei nidi e delle materne, si apre uno scontro a distanza tra Regione Lombardia e Ministero dell’Istruzione. L’assessore al Welfare del Pirellone Giulio Gallera ha dichiarato che «l’11 settembre nessun bambino sarà escluso», presentando un percorso per la regolarizzazione di eventuali situazioni di ritardo. «Una proroga è fuorilegge», ha risposto la responsabile del dicastero, Valeria Fedeli.
Il botta e risposta a distanza ieri è sfociato in una lettera inviata dallo stesso Gallera e dal presidente della Regione Roberto Maroni alla ministra dell’Istruzione e alla collega della Salute Beatrice Lorenzin. L’assessore ha convocato una conferenza stampa sul tema delle vaccinazioni obbligatorie e sulla scadenza del 10 settembre prossimo per consegnare la documentazione richiesta per i bambini da 0 a 6 anni. Per gli alunni di elementari, medie e superiori la prima scadenza è il 31 ottobre.
La “linea soft” annunciata da Gallera ha lasciato perplesso il Comune di Milano e ha irritato il ministero. «Devono rispettare la legge», ha ripetuto Valeria Fedeli.
«Regione Lombardia non è fuorilegge e la ministra Fedeli si sbaglia – ha precisato ieri l’assessore Gallera – Nessun bambino non vaccinato potrà frequentare le nostre scuole e nessuna proroga è stata concessa per la presentazione della documentazione. Agiamo nel pieno rispetto della legge. Abbiamo solo predisposto un percorso che, attraverso una ragionevole e sistematica interpretazione della norma, aiuterà a raggiungere l’obiettivo». «Una norma – ha proseguito Gallera – che ha come finalità quella di far vaccinare i bambini, non di applicare sanzioni o escluderli da scuola».
Per l’assessore al Welfare, il percorso varato dalla Regione non è una proroga. «La legge introduce il percorso formale di recupero dell’adempimento – ha precisato Gallera – Si tratta di incontri approfonditi e personalizzati con specialisti dei centri vaccinali, per sciogliere dubbi e resistenze e compiere una valutazione approfondita delle condizioni sanitarie dei bambini. Mentre in regime ordinario, quindi a partire dal 2019, prevede che tutto questo avvenga prima dell’inizio della scuola, paradossalmente, nella circolare attuativa, diramata il 16 agosto scorso dal ministero della Salute questo momento viene cancellato». «Regione Lombardia – ha aggiunto quindi Gallera – nella delibera che sarà approvata lunedì dalla giunta, ha deciso di ricontemplare questo percorso, dando la possibilità ai genitori inadempienti, in tempi più brevi di quelli previsti in regime ordinario, di mettersi in regola, altrimenti il bambino non può frequentare».
La giunta regionale sembra dunque decisa a proseguire sulla linea indicata nei giorni scorsi. «Il problema non è fermarsi alla mera forma, ma ottenere il risultato della sostanza, che è quello di vaccinare i bambini – ha chiosato Gallera – Escludere un bambino, il cui genitore il 10 settembre non presenta la documentazione, magari per una distrazione o un impedimento o perché ha bisogno di più informazioni, è un errore, perché avremo un bambino non vaccinato. Consentire che le famiglie comprendano l’importanza delle vaccinazioni e si convincano che somministrarle ai propri figli sia la scelta giusta, significa raggiungere l’obiettivo della legge».
Anna Campaniello

1 Settembre 2017

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