Vaccini, somministrato quasi il 90% delle scorte. Domani apre anche il “Palatenda” di Mariano

Vaccinazioni

In Lombardia, ieri sera, erano stati somministrati 3 milioni 669mila 636 vaccini, ovvero l’89,3% delle scorte ricevute (4.109.140). I dati sono del sito del Ministero della Salute e confermano come la campagna, dopo i problemi iniziali, stia davvero correndo. Guido Bertolaso, consulente della Regione, assicura almeno una dose a tutti i lombardi entro giugno. Verrà intanto inaugurato oggi e domani aprirà a Mariano Comense un nuovo punto vaccinale, all’interno del “Palatenda” di via Don Sturzo. Non un grande hub, come quelli che operano sul territorio (Lariofiere, Villa Erba e Lurate Caccivio), ma comunque una struttura capace di arrivare fino alle 720 somministrazioni giornaliere grazie alle cinque linee vaccinali. Due verranno gestite dai medici di medicina generale e tre da parte della Rsa. Per quanto riguarda il bacino d’utenza, sarà il riferimento anche per il Canturino. La Città del Mobile aveva chiesto un proprio hub, ovvero di proseguire con le vaccinazioni all’ospedale Sant’Antonio Abate. Anche la politica ha però poi dovuto desistere grazie alla realizzazione del nuovo punto vaccinale di Mariano Comense. Oggi all’inaugurazione anche il sottosegretario regionale della Lega, Fabrizio Turba. Turba ha ringraziato ieri in una nota il sindaco di Mariano Comense Giovanni Alberti, il presidente della Fondazione Porta Spinola Alessandro Turati, il direttore generale dell’Ats Insubria Lucas Gutierrez, il direttore generale dell’Asst Lariana Fabio Banfi, la Croce Bianca, i medici di medicina generale e tutti i volontari che hanno reso possibile l’attivazione del punto vaccinale.

Sul fronte regionale, intanto, quella di ieri è stata una giornata importante per lo sviluppo dell’attività di testing all’interno delle scuole. Il Consiglio di Palazzo Lombardia ha approvato la mozione presentata dal consigliere comasco del Movimento 5 Stelle, Raffaele Erba sui test salivari rapidi. La mozione impegna la regione a effettuare uno studio su larga scala sull’accuratezza del kit rapido, anche per un successivo impiego sistematico su tutte le scuole.
«Sarà, in prima battuta un ampio studio per valutare l’accuratezza e definirne il campo di applicazione. Successivamente, in base ai risultati, si pianificherà una strategia su larga scala. Spiace essere in grande ritardo per una efficace strategia di tracciamento e test. Proprio per questo non possiamo più perdere altro tempo», ha commentato.
«Partiamo dalla scuola, ma non fermiamoci qui. Il test rapido può essere applicato in altri campi come lo spettacolo, i concerti o lo sport», ha concluso.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla consigliera regionale della Lega (e insegnante) Gigliola Spelzini. «Già da diverse settimane Regione Lombardia, prima regione in Italia, è scesa in campo chiedendo al Ministero della Salute di poter utilizzare il tampone salivare per la diagnosi del coronavirus nelle scuole di tutto il territorio regionale – ha detto – stiamo parlando di uno strumento che, con la ripresa delle attività scolastiche, potrà rivelarsi particolarmente utile ed efficace».
A livello di tamponi e ricerca del virus, intanto, ieri l’assessore al Welfare regionale, Letizia Moratti ha confermato come in Lombardia non sia stata ancora sequenziata la variante indiana. Identificati invece 5.423 casi di variante inglese, 33 di quella sudafricana, 50 di quella giappo-brasiliana, 34 di quella nigeriana. «Oltre a 185 casi definiti come “altra variante” che – ha sottolineato Letizia Moratti – per la Direzione generale Welfare “non sono d’interesse scientifico” e “all’interno della quale non risulta comunque quella indiana”».

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