Vaccini, stop ai medici di base per risparmiare

Il servizio potrebbe essere appaltato a una struttura privata
Vaccinazioni in appalto. In vista dell’imminente avvio della campagna antinfluenzale, l’Asl sarebbe intenzionata ad affidare a una società esterna il compito di effettuare le iniezioni per la prevenzione della più diffusa delle malattie invernali.
L’operazione porterebbe all’esclusione dei medici di medicina generale che, abitualmente, effettuano la gran parte delle vaccinazioni. La notizia è trapelata nei giorni scorsi e, almeno per il momento, non è stata confermata né smentita dall’Asl.
A metà della settimana prossima, in via Pessina, è in programma una riunione per la presentazione della campagna vaccinale e proprio quella potrebbe essere l’occasione per annunciare la novità. Se fosse confermata, l’esternalizzazione sarebbe una decisione senza precedenti per Como ma anche per l’intera Lombardia.
La trattativa per arrivare ad affidare ai privati lo svolgimento della campagna sarebbe ormai ben avviata. In base alle prime informazioni, l’Asl avrebbe contattato strutture private accreditate proponendo ai responsabili di gestire il servizio. Il motivo sarebbe principalmente economico. Ai privati, l’azienda sanitaria avrebbe infatti offerto circa 3 euro per ciascun paziente vaccinato a fronte dei 6 euro abitualmente corrisposti ai medici di medicina generale, cifra che sale fino a 10 euro in caso di iniezione effettuata a domicilio dal medico di fiducia.
Negli ultimi anni, l’Asl si è fissata l’obiettivo di vaccinare almeno il 75% dei circa 150mila comaschi considerati a rischio e ai quali quindi il farmaco preventivo viene offerto gratuitamente. È chiaro dunque come la campagna antinfluenzale sia un’operazione decisamente ampia e anche costosa.
Se su un piatto della bilancia c’è quindi la questione economica, sull’altro però si posizionano i dettagli organizzativi dell’operazione e gli eventuali disagi che l’assegnazione all’esterno del servizio potrebbe comportare.
Fino allo scorso anno, infatti, la collaborazione determinante dei medici di medicina generale aveva permesso alla quasi totalità dei pazienti di effettuare l’iniezione comodamente dal proprio medico, in ambulatorio. In questo modo, la rete dei punti di vaccinazione era costituita da circa 400 siti dislocati sull’intero territorio provinciale. Nei casi in cui fosse stato necessario, poi, erano gli stessi camici bianchi a optare per l’intervento a domicilio, un passaggio facilitato e reso ovviamente possibile dalla conoscenza diretta dei malati e dal rapporto esistente tra paziente e medico di fiducia.
In caso di appalto esterno dell’intera campagna, invece, è forte il rischio di un accorpamento in un numero limitato di sedi delle sedute vaccinali, con il conseguente disagio per i pazienti costretti a spostarsi da casa per raggiungere uno degli ambulatori indicati per effettuare le iniezioni. Resta da stabilire, poi, chi dovrebbe occuparsi delle vaccinazioni a domicilio, sempre che le stesse vengano mantenute anche in caso di appalto all’esterno.
L’Asl, come detto, per il momento non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’argomento. La situazione, però, dovrà essere chiarita in tempi rapidi. La vaccinazione antinfluenzale, infatti, viene messa abitualmente a disposizione a partire dalla seconda metà di ottobre. Fino allo scorso anno, la campagna partiva inizialmente proprio dagli studi dei medici di medicina di base e soltanto in un secondo momento veniva ampliata anche agli ambulatori dell’Asl. Salvo cambiamenti dell’ultimo momento, anche per la prossima stagione invernale il vaccino contro l’influenza sarà offerto gratuitamente agli over 65, ai malati cronici e a tutti i soggetti considerati a rischio. Farmaco gratuito anche per i rappresentanti delle forze dell’ordine e per il personale dei servizi pubblici in contatto con il pubblico. I dettagli della campagna dovrebbero essere comunque resi noti entro la fine del mese.

Anna Campaniello

Nella foto:
Le vaccinazioni potrebbero essere “appaltate” e tolte ai medici di base

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