Vacis: «I teatri devono abbattere le barriere del provincialismo»

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Giuria internazionale al Sociale

Una prestigiosa giuria sta selezionando in questi giorni al Teatro Sociale di Como in piazza Verdi il progetto vincitore del concorso di valutazione di un soggetto per la stesura di un libretto che diventerà un’opera lirica contemporanea per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, sui temi dell’Expo Milano 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
L’opera prodotta dovrà quindi mantenere le caratteristiche tradizionali delle produzioni di “Opera domani”: durata compresa tra i 50

e i 70 minuti, con la presenza di arie adatte per essere cantate dalla platea dei più giovani. Il libretto selezionato verrà musicato dal maestro Matteo Franceschini e l’opera debutterà sul palco del teatro di piazza Verdi nel febbraio 2015, con una tournée italiana di circa 120 repliche ed una serie di ritorni in scena all’Opéra di Rouen nella stagione 2015-2016.
Di questo ambizioso progetto che vede Como quale fulcro abbiamo parlato con il presidente della giuria Gabriele Vacis. «Le selezioni – racconta il regista e drammaturgo, direttore della Fondazione “I Teatri di Reggio Emilia” – stanno andando molto bene. La commissione è collaborativa, non abbiamo ancora bisticciato (sorride, ndr) e abbiamo una buona identità di vedute. I pareri sono sostanzialmente unanimi ed è molto bello mettere a confronto esperienze professionali tanto diverse tra di loro. Anche se abbiamo visto libretti un po’ “retrò”, la nostra missione è quella di orientarci verso visioni moderno dell’opera, che possano parlare ai giovani, obiettivo fondamentale del lavoro che ci sta impegnando in questi giorni. Già oggi, molto probabilmente, arriveremo a un verdetto».
Poi un parere di Vacis sul bicentenario del maggior teatro della nostra provincia: «Como è bellissima e il Teatro Sociale di piazza Verdi è gestito molto bene, certamente ha tutte le potenzialità per esprimersi a questi livelli anche per i prossimi 200 anni. Io arrivo da Reggio Emilia, ogni luogo ha caratteri specifici forti che devono imparare a convivere e confrontarsi per partorire proficue collaborazioni, soprattutto in questi momenti di grandi crisi. I teatri, se vogliono sopravvivere, devono abbattere le antiche barriere del provincialismo».
Inevitabile una chiosa del regista sulla cultura che, secondo qualcuno, non darebbe da mangiare: «È una sciocchezza – afferma Vacis. Con la cultura si mangia eccome, con che altro si deve mangiare in Italia? Facciamo venire cinesi, brasiliani e indiani a scoprire i nostri patrimoni e poi vediamo. Di certo non si mangia con l’ignoranza».
Questi gli altri giurati che hanno lavorato con Gabriele Vacis: Michele Arlotta (direttore marketing dei canali tv della De Agostini Editore), Sergio Escobar (direttore del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa), Matteo Franceschini (compositore), Ilario Meandri (ricercatore presso l’Università di Torino e docente alla Scuola Holden di Alessandro Baricco), Francesco Micheli (regista e direttore artistico del Macerata Opera Festival), Barbara Minghetti (presidente di As.Li.Co. – Teatro Sociale di Como), Davide Rampello (commissario del Padiglione Italia all’Expo 2015), Frédéric Roels (direttore generale Opéra de Rouen-Haute Normandie) e Alessandra Valerio (area “Arte e cultura” della Fondazione Cariplo).

Maurizio Pratelli

Nella foto:
La torta a forma di teatro che ha celebrato il 28 agosto il bicentenario del Sociale

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