Val Cavargna, trovato morto un escursionista varesino

Il Pizzo di Gino, probabile meta dell’escursionista varesino trovato morto

Ha avuto un epilogo tragico la vicenda della scomparsa di Pierluigi Macchi. Il corpo senza vita dell’escursionista di Cassano Magnago è stato infatti trovato oggi sulle pendici del Pizzo di Gino, in Val Cavargna.
Dal giorno di Natale non si avevano più notizie dell’uomo, 68 anni, uscito dalla sua casa nel Varesotto per compiere un’escursione sui monti lariani. I familiari avevano provato a rintracciarlo chiamandolo sul telefonino, ma non avevano ricevuto risposte. Così avevano denunciato la sua scomparsa alle forze dell’ordine.
Inizialmente si pensava che Macchi, appassionato di montagna, si fosse diretto verso i rilievi del Lecchese. In realtà, la sua meta era sul versante comasco del Lario.
La sua auto, una Toyota Yaris di colore grigio, è stata notata ieri mattina a San Nazzaro, in Val Cavargna, da una persona che ha avvisato i carabinieri. La vettura era parcheggiata lungo la strada che conduce al rifugio Croce di Campo, una delle tappe della camminata che porta alla Cima Pianchette e poi al Pizzo di Gino, a 2.245 metri di quota.

L’intervento dei soccorritori

Subito sono scattate le ricerche, alle quali hanno partecipato i carabinieri della stazione di San Bartolomeo Val Cavargna, gli uomini del Soccorso alpino, i vigili del fuoco e il personale del 118. Il cadavere del 68enne è stato individuato da un elicottero dei vigili del fuoco nei pressi del Pizzo di Gino ed è stato successivamente recuperato dall’elisoccorso del 118 e trasportato all’ospedale Sant’Anna.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo sarebbe morto per le lesioni riportate dopo una caduta accidentale. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia per risalire alle cause del decesso dello sfortunato escursionista varesino.

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