Valanga di No anche nelle urne lariane: il referendum passa soltanto a Moltrasio

Moltrasio

© | . . Moltrasio è l’unico paese delle provincia dove il “Sì” ha vinto

L’ondata di No alla riforma costituzionale non ha risparmiato la provincia di Como dove – in linea con il dato nazionale – il quesito referendario è stato bocciato dal 58,09% dei votanti. Domenica sono stati 196.194 i comaschi che hanno respinto la proposta di revisione della Costituzione; a favore della stessa proposta si sono invece espressi in 141.538 (41,91%).
Un differenziale molto elevato, superiore alle 50mila unità, che testimonia una scelta molto netta da parte dell’elettorato.
Poche, in assoluto e in percentuale, le schede bianche e nulle: rispettivamente, 749 e 2.104. Il segnale dal quale normalmente si ricava un tasso più o meno massiccio di “protesta” questa volta è stato utilizzato in misura decisamente ridotta. Evidentemente, il messaggio del No è stato giudicato dagli elettori più chiaro e spedito in maniera massiccia direttamente al governo e al premier.
Il Sì alla riforma costituzionale ha vinto in provincia di Como soltanto in un comune su 154: Moltrasio. Nel piccolo paese rivierasco del Bassolario i favorevoli alla proposta referendaria sono stati infatti 490 (il 50,46% del totale), i contrari invece 481 (49,54%).
Altrove ha prevalso ovunque il No, con cifre talvolta impressionanti come nei casi di Cavargna (88,07%), Dosso del Liro (79,23%), (Livo (84,54%), Ponna (74,79%) e Val Rezzo, il paese con la più alta percentuale di contrari alla riforma costituzionale (88,24%). Nel minuscolo comune del Porlezzese hanno votato No in 90 e detto Sì alla proposta referendaria in 12.
Tra le curiosità di questa tornata c’è da registrare il voto nei due paesi in cui vivono i parlamentari del centrosinistra. A Tremezzina, dove Mauro Guerra è anche sindaco, il Sì è rimasto sotto la media provinciale e nazionale (38,77%), mentre a Bregnano, comune dove risiede l’altra deputata Dem lariana, Chiara Braga, il Sì si è fermato al 40,02%.
L’approfondimento sul Corriere di Como in edicola martedì 6 dicembre

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