Valbasca, il canile riprende forma. Ricostruiti i box dopo l’incendio

Canile Valbasca

Un incendio che aveva toccato il cuore di tanti comaschi. Le fiamme partite sembra da un vecchio freezer che divorano nell’arco di una notte i box dei cani. I latrati degli animali, cinque perderanno la vita nel rogo. Il parco canile dell’Enpa, in Valbasca, tra Albate e Lipomo, una struttura funzionale, immersa in un’oasi verde distrutto. Era lo scorso agosto.
Dal giorno dopo il rogo, però l’Enpa si è subito messo in moto e al presidente Marco Marelli e ai tanti volontari si sono subito uniti decine di comaschi, privati e aziende, in una corsa di solidarietà che ha portato in breve tempo a raccogliere il necessario per la ricostruzione.
Nel giro di sei mesi la struttura sarà nuovamente agibile al cento per cento. Nei giorni scorsi sono stati montati i box per i cani, come spiega lo stesso presidente dell’Enpa.
«La scatola è finita – spiega Marco Marelli – ora i lavori si devono concentrare sulla pavimentazione e gli impianti. Dalla prossima settimana tutta la zona verrà piastrellata, nel frattempo abbiamo chiamato gli elettricisti e gli idraulici. È un piccolo cantiere, ma devono lavorare diverse professionalità e imprese, come per una casa nuova. Il più comunque è stato fatto e fra tre settimane contiamo di avere la struttura pronta» aggiunge il presidente.
Anche perché, fino alla riapertura del canile, prosegue la situazione di emergenza per gli animali.
«Vogliamo tutti finire soprattutto per loro – dice Marelli – oggi i cani non hanno gli spazi sufficienti, sono un po’ ammassati. Poi potranno mancare alcune rifiniture del capannone, ma vogliamo aprire al più presto. Fare una bella festa in febbraio anche per ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato».
Marelli parla di aiuti privati, ma anche le pubbliche amministrazioni si erano mosse a suo tempo. Ricordiamo un sopralluogo del sindaco di Como, Mario Landriscina, ad esempio.
«L’unica amministrazione che ha già contribuito è il Comune di Casnate con Bernate con una donazione di mille euro – dice Marelli – Per il resto si tratta di donazioni di privati. Ma va bene così. Conosciamo bene le difficoltà e la burocrazia che serve per stanziare contributi pubblici. Qui era necessario fare bene, ma anche in fretta e siamo riusciti nell’intento» aggiunge il presidente.
«C’è stata una catena di amore che ci ha sostenuti e mai abbandonati» scrive Marelli anche nella pagina Facebook del canile nella quale si possono seguire passo dopo passo gli aggiornamento del cantiere e riguardare anche le drammatiche immagini del rogo.

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