Valdi Spagnulo e l’omaggio al padre Osvaldo

"La domus di Persefone", opera di Valdi Spagnulo del 2015
“La domus di Persefone”, opera di Valdi Spagnulo del 2015

L’artista Valdi Spagnulo, molto noto al pubblico comasco per la sua spettacolare personale al Broletto in piazza Duomo del 2014, è protagonista con una nuova mostra presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’ateneo ha curato, all’interno degli spazi dell’Università, una mostra di arte contemporanea dedicata alle risonanze tra arte e diritto.

Il titolo della mostra, Jus e(s)t Ars suggerisce il doppio legame che l’esposizione mette in luce: il diritto è, nel suo esercizio, una forma d’arte (“Jus est ars boni et aequi”, sostiene Celso, nel II secolo d.C.); al contempo, la giurisprudenza può installare un dialogo con l’arte, mettersi in ascolto, sostenerne il discorso. La sfida di questo singolare dialogo è sostenuta dall’interesse per l’uomo, per la sua difesa e per la sua educazione che arte e giurisprudenza non possono che condividere: questo interesse rimane caparbiamente il modello ispiratore del percorso formativo offerto dall’Università Cattolica. I venti lavori esposti (di Valdi Spagnulo, Laura Pitscheider, Osvaldo Spagnulo, Giovanni Campus, Benito Ligotti, Giorgio Milani, Elena Canavese, Elena Pugliese) sono opere sia di maestri di chiarissima fama, sia di artisti più giovani che, nel loro linguaggio, si sono confrontati con il tema della norma, della regola, della giustizia e dell’identità, intersecando così i grandi temi del diritto. La mostra è visitabile  sino al 30 giugno presso l’Università Cattolica di Piacenza, nella “Piazzetta di Economia” e nei locali del Dipartimento di Scienze Giuridiche. Valdi espone la sua arte geometrica e “abitabile” insieme a opere del padre Oscaldo, in un toccante dialogo tra spazio e tempo.

Le opere di Valdi sono oggetti-progetti in costante evoluzione che chiedono all’osservatore di farsi parte attiva, e abitarla. Una sorta di edizione attuale di quello spirito di geometria che ha animato la stagione dell’astrazione e del razionalismo geometrico tra pittura e architettura, trovando sul Lario un nucleo di irradiazione fortissimo. Versione però riveduta e corretta sull’asse del tempo, in queste “case”, tramite un virtuosistico impiego della disarmonia che rende le geometrie più calde e umane e quindi più abitabili. Ferro, acciaio e plexiglass pigmentato sono i materiali dominanti di una ricerca in cui luce e ombra convivono e la forma e la funzione paiono conseguenze logiche reciproche.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.