Valdi Spagnulo, memorie del Broletto a Milano

Valdi Spagnulo, Contrappunto, 2018, acciaio a specchio, satinato, brunito, spazzolato, plexiglas colorato e trattato, 600 x 500 x 500 cm ca., visione installazione, foto R.Calvi

In un mondo in cui prevale l’effimero e  il virtuale priva di senso la realtà, l’artista Valdi Spagnulo, molto noto al pubblico comasco per la sua spettacolare personale al Broletto in piazza Duomo del 2014, e per le pagine che gli ha dedicato il critico Luciano Caramel, si conferma mostra dopo mostra un fuoriclasse: tenace, coerente, rigoroso, senza mai dimenticare la libertà e la fantasia alla base di ogni autentica creazione artistica.  Tra i suoi estimatori c’era anche il compianto Gillo Dorfles. La sua ossessione è una scultura fatta di linee sottili, che riflettono la luce o colorano lo spazio, superfici abitabili che ritagliano finestre di pace in un mondo tumultuoso, spesso arrogante, a volte invibibile e che non sappamo meritarci. Spagnulo, che ha collezionisti ed estimatori fedelissimi anche sul Lario, ha una tavolozza fatta di forme tridimensionali che sono in realtà  oggetti-progetti in costante evoluzione, in cui l’arte abita letteralmente l’aria attorno a sè e le ridona grazia e significato. E chiede all’osservatore di farsi parte attiva, e abitarla a sua volta. Una sorta di edizione attuale di quello spirito di geometria che ha animato la stagione dell’astrazione e del razionalismo geometrico tra pittura e architettura, trovando sul Lario un nucleo di irradiazione fortissimo. Ma con una tensione modernissima alla pietas verso ciò che resta dell’umano, chiamato ad abitare queste forme, che sono porte verso dimensioni di speranza, “case” fatte di forme analogiche e non digitali, liriche e poetiche e non retoriche o monumentali. Case da indossare o da mettere in tasca, da appendere a una parete per momenti di contemplazione che sono esercizi di training mentale. Non c’è nulla di teatrale o scenografico nell’arte di Valdi, semmai una potente materializzazione della spiritualità, la necessità di dare forma a oggetti che evocano un forte richiamo simbolico, creano perimetri armonici di tregua dal rumore, pur non evocando forme conosciute. Ha lavorato a lungo Valdi alla sua nuova personale, Contrappunto, che apre oggi alle 17 in una sede prestigiosa come  lo Studio Museo Francesco Messina, nell’ambito del progetto Perimetri. La mostra a cura di Luca Pietro Nicoletti è patrocinata dell’Accademia di Belle Arti di Brera. L’esposizione illustra attraverso una scelta di opere degli anni Duemila e una scultura appositamente realizzata per gli spazi del Museo, lo stato recente della ricerca artistica di Valdi Spagnulo intorno al tema dell’alleggerimento visivo della scultura e sulla sua possibilità di interagire con lo spazio attraverso un “disegno” tridimensionale.  “Contrappunto” è anche il titolo dell’opera progettata da Spagnulo per questa mostra allo Studio Museo Francesco Messina. In occasione della mostra viene presentato il bel volume antologico con ampio corredo iconografico a colori Valdi Spagnulo. Contrappunto a cura di Luca Pietro Nicoletti, con testi di Claudio Cerritelli, Lorenzo Fiorucci, Sara Fontana, Matteo Galbiati, Kevin Mc Manus e una conversazione con Giorgio Zanchetti. Nel libro, edito da Edicta edizioni (Parma) viene ripercorsa la carriera dell’artista dagli esordi negli anni Ottanta fino agli anni Duemila, calato all’interno del contesto della cultura artistica milanese e nello sviluppo dell’idea di scultura fatta di sola linea. Non mancano le foto delle installazioni di Spagnulo al Broletto, concreto dialogo possibile tra la forma d’arte e il luogo o meglio i luoghi che la contengono e ne accolgono le benefiche energie. La mostra rimarrà aperta fino al  17 febbraio.  Orari di apertura: da martedì a domenica 10 – 18.. Ingresso libero.

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