Valdi Spagnulo, sculture che incarnano l’essenziale

Forme ardite quanto semplici, eteree, essenziali, all’insegna di una purezza che invoca attenzione e silenzio e che è stata apprezzata anche dal grande Gillo Dorfles, decano della critica d’arte non solo italiana

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(nelle foto). Frammenti lineari di metallo e plexiglas che assumono forme sinuose e spesso sensuali, e che percepiamo vagamente familiari, quasi ipnotiche. Le operazioni più convincenti sono le sculture che il visitatore può abitare (con qualche accortezza naturalmente). Tutte nel segno della leggerezza, del gioco tra vuoti e pieni. Lo scorso anno al Broletto di Como si è rinsaldata l’amicizia tra il mondo dell’arte lariano e le installazioni del milanese Valdi Spagnulo,  con la cura sapiente di Claudio Cerritelli. Maestro di assemblaggi poetici, Valdi è ora protagonista ancora per qualche giorno di una nuova personale dal titolo La Via Lattea a cura di Silvia Agliotti e Giancarlo Gabelli nella galleria Gli eroici furori arte contemporanea di via Melzo, 30 e nello Studio Gabelli in Galleria Buenos Aires,11, sempre a Milano. Pensata per questi spazi, l’esposizione  racconta l’excursus della recente poetica dello scultore che, attraverso una raccolta di opere singole e ad installazione ripercorre circa 7 anni di lavoro, le mostre oscillano quindi  tra un recente passato e il presente. “Lune, astri, corpi celesti. Una Via Lattea dove, come nella relatività einsteiniana, le grandi masse rallentano il tempo e curvano lo spazio. Le opere di Valdi Spagnulo sono come corpi celesti curvi, freddi di metallo e caldi di plexi, trafitti da altri corpi che ne soppesano l’equilibrio”, dice  Silvia Agliotti. “…Con il ciclo degli “Sferoidi” (2009-2014) si entra in un’altra atmosfera ambientale, si tratta di molteplici pezzi concepiti come una Via Lattea, movimento di frammenti metallici che passano davanti agli occhi dopo essere stati modellati dalle mani dell’artista, esplorazione di luoghi cosmici attraverso i segni audaci della scultura”, scrive in catalogo  Claudio Cerritelli.  © | . .

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