Valduce, nascite verso quota 1.400. La crisi risparmia le sale parto

La riduzione dei costi non riguarderà il reparto di ginecologia
Fiocchi rosa e azzurri oltre quota 1.300, partoanalgesia al 22% e mediatori culturali per le future mamme straniere. L’ostetricia del Valduce sfida la crisi e amplia i servizi, a fronte delle ristrettezze economiche. L’imminente riorganizzazione dell’ospedale di via Dante, indispensabile per tagliare i costi, non porterà alcuna riduzione sull’assistenza alla nascita. «Il percorso, con tutti i suoi punti qualificanti, sarà garantito», assicura il primario di ginecologia, Roberto Consonni. Il punto nascita del Valduce – di fatto, l’unico della città di Como – assiste ogni anno tra le 1.300 e le 1.400 donne in gravidanza. «La Congregazione si è mostrata particolarmente sensibile – sottolinea il primario – Nonostante i pesanti tagli
 imposti alla sanità, la scelta è stata garantire la massima assistenza alla vita nascente, privilegiando il percorso materno-infantile».
Le future mamme hanno quindi la possibilità di scegliere tra forme diverse di assistenza.
«Il percorso che da anni abbiamo attivato ci permette di offrire procedure personalizzate – dice ancora Consonni – Si va dalla stanza del parto, dove affrontare il momento della nascita nel modo più naturale possibile, all’assistenza standard, senza dimenticare la presenza della terapia intensiva neonatale, in caso di necessità».
Le future mamme che lo desiderano possono chiedere l’anestesia epidurale al momento del parto.
«È un servizio sempre disponibile e completamente gratuito – dice il primario – Per quanto riguarda le donne al primo figlio, siamo attorno al 22% di partoanalgesia. Nell’ambito dei corsi di preparazione al parto abbiamo la presenza di un anestesista che spiega nel dettaglio in che cosa consista il trattamento e propone eventualmente la visita. Anche chi non avesse chiesto in anticipo l’anestesia può comunque decidere di usufruirne, anche all’ultimo momento».
I responsabili del reparto di ostetricia di via Dante hanno pensato a un ulteriore incremento dell’offerta con la collaborazione dei consultori. «Da quest’anno abbiamo già attivato un’intesa con il consultorio Icarus di viale Varese e presto aggiungeremo anche quella con la struttura della Nostra Famiglia – spiega il primario – In questo modo diamo una possibilità di scelta in più alle donne con una gravidanza fisiologica, che possono contare sul consultorio, ma offriamo anche, a chi lo desidera, un supporto nel puerperio, dopo la nascita del figlio, un periodo delicato e difficile le cui problematiche sono spesso sottovalutate».
L’aumento delle future mamme straniere ha spinto anche al coinvolgimento della figura del mediatore culturale. «Le donne extracomunitarie che partoriscono sono in aumento – sottolinea lo specialista di via Dante – La collaborazione con il consultorio ci permette anche di poter contare sul mediatore culturale. È un modo per favorire, passando dalle donne madri, un percorso di integrazione. Anche questo servizio è gratuito».
Il Valduce offre 25 letti di ostetricia e 4 posti accreditati di terapia intensiva neonatale, oltre naturalmente agli spazi di ginecologia, che fanno capo al comparto chirurgico. La riorganizzazione annunciata dal direttore generale di via Dante, Gianni Conti, non taglierà i letti.
«Ben venga l’ipotesi di una revisione dell’organizzazione nell’ottica della sempre maggiore efficienza – dice Roberto Consonni – ma i punti qualificanti dell’offerta dell’ospedale sono assicurati e continueranno a esserlo. Il percorso nascita, così com’è attualmente e con gli ulteriori servizi che stiamo attivando, sarà comunque garantito. Un’indicazione che vale anche per le pazienti ginecologiche. Nell’ultimo periodo abbiamo raddoppiato i casi oncologici trattati, ma diminuendo le giornate di degenza con un’ottimizzazione delle tecniche di intervento per rispondere al meglio ai bisogni delle pazienti».
L’obiettivo per il prossimo futuro è avere una rete territoriale a servizio delle mamme. «Al momento i servizi sul territorio sono carenti e manca una rete – conclude il primario di ginecologia del Valduce – Su questo vogliamo lavorare, per assicurare una migliore assistenza anche nel puerperio».

Anna Campaniello

Nella foto:
Al Valduce sono attivi anche quattro posti letto di terapia intensiva neonatale per i bambini nati prematuramente

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