valery_autore_smallL’AUTORE
Le miniature di Valery, appuntamento fisso nel Battistero di Lenno
Puntualmente ogni estate, la pittrice saronnese Silvana Azimonti Valerio, meglio nota con lo pseudonimo di Valery (nella foto, click per ingrandire), torna a esporre sul lago le sue vedute lariane dedicato al lago e alle valli, realizzate in forma di miniatura e all’acquerello. L’appuntamento per gli appassionati di arte e territorio è nel Battistero romanico di piazza 11 Febbraio a Lenno, perla architettonica locale. L’artista, nata a Como nel 1939, è cresciuta artisticamente con il padre Bruno, noto pittore menaggino.

valery_opera_smallL’OPERA
Amarcord tra lago e valli nei microcosmi di Valery
Lorenzo Morandotti
Viviamo un periodo confuso, in cui il concetto stesso di “arte” è   in discussione. Si pensi all’opera di  Damien Hirst   “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living”: uno squalo tigre in carne ed ossa, di oltre 4 metri, posto in formaldeide dentro una vetrina. L’opera ha raggiunto quotazioni stratosferiche: 12 milioni di euro.
E pensiamo a “Balloon dog”, uno dei   simpatici cagnetti d’acciaio inossidabile alti cinque metri di  Jeff Koons, l’ex marito di Cicciolina, piazzato di recente a 58,4 milioni di dollari in un’asta Usa.
«Lasciatemi divertire» scriveva l’“incendiario” poeta Aldo Palazzeschi nel 1910, in piena epoca futurista: da allora molta acqua (e anche molto fango) è passata sotto i ponti della creatività, ma è inutile e forse impossibile – e qui sta il bello, per fortuna – arrivare a una definizione univoca di ciò che è o si ritiene arte. Altrove è certo lecito  dilettare di collezioni eccentriche quanto miliardarie, gusti del mercato, tendenze estetiche. Ma non qui. Preme piuttosto sottolineare un’altra verità. E cioè che esistono ancora  artisti che si ritengono tali “divertendosi”  solo con l’esercizio strenuo degli strumenti della tradizione. E poco conta  se qualcuno pensa siano fuori moda o fuori tempo massimo. Hanno comunque una funzione di testimonianza ed esprimono un valore culturale, cui si può dare il giusto peso senza infingimenti.
Sperimenta ad esempio l’acquerello  – che richiede immediatezza di esecuzione e non ammette ripensamenti  – Silvana Azimonti Valerio, figlia d’arte e appassionata cultrice  di paesaggi lariani. Ne offre alcuni saggi (nella foto, un omaggio alla Madonna del Carmine di Colonno) alla nostra galleria. Valery (il suo nome d’arte) ha vissuto a lungo tra il Lario e le sue valli che considera ormai “seconda patria”. Ne privilegia l’atmosfera romantica, racchiusa in spazi minuti e con pochi tratti essenziali. La miniatura è un altro ambito tecnicamente impegnativo in cui si muove l’artista con il suo sguardo didascalico e illustrativo, e con un realismo semplice e diretto. Che ha però una funzione psicologica precisa.  Come dice a proposito dei lavori di Valery Antonio Murgia, memorialista e scrittore di Sala Comacina, «freschezza di boschi e torrenti, vita all’aria aperta e scorci di antichi mestieri, riscoperta di valori desueti o soffocati dalla caotica vita moderna (…) ci riportano, per un attimo, al “come eravamo” dei nostri rimpianti».
Una forma d’arte, insomma, che come il Faust di Goethe vorrebbe gridare, ammirando paesaggi e scorci lariani, «Attimo fermati, sei così bello !». E che quindi invita a preservare il territorio per tramandarlo ai posteri. Possibilmente intatto.

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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