Valle Intelvi, i primi abitanti nel Neolitico

Bodleian Library, Oxford

Una storia che sembra scritta da Jorge Luis Borges. Alla biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford sarebbe conservato un manoscritto miscellaneo con un testo di Plinio il Vecchio, autore della “Naturalis historia” ossia l’enciclopedia dell’antichità, che fa riferimento a un “triangolo sacro” circoscritto da «pietre incise» e da una collina fortificata in Altolago.
Lo studioso comasco di archeologia Franco Prada, sulla base di questo indizio citato da un archeologo di Oxford, Barry Cunliffe, in un volume del 1997 (The ancient Celts, Oxford University Press), ha ipotizzato che Plinio parlasse dell’antico “Castelliere” o Caslé di Ramponio Verna.
E di tale ipotesi parlerà anche chi l’ha approfondita sul versante dell’archeoastronomia, Adriano Gaspani dell’osservatorio di Brera, in una conferenza sul tema delle antiche popolazioni celtiche della Valle Intelvi che si terrà venerdì 9 agosto alle 21 al Palalanzo.
Gaspani è noto per aver studiato il “Grande Cerchio” scoperto nello scavo per il nuovo ospedale Sant’Anna di San Fermo, che ritiene un grande osservatorio astronomico attivo durante l’età del Ferro (e ne ha anche individuato un altro a poca distanza).
Al Palalanzo parlerà così del “Sacro Triangolo dei Celti Insubri” citato da Plinio il Vecchio, come riferisce Cunliffe nel suo libro. In quel manoscritto di Oxford si leggerebbe appunto di un «triangolo religioso della Gallia Cisalpina» formato «connettendo un oppidum con tre massi incisi».
«Il Castelliere unito ad altre tre rocce invise in Valle Intelvi – dice Gaspani – formerebbe una sorta di quadrilatero sacro secondo questa teoria. In effetti alcuni dei massi che ho studiato corrispondono a specifici allineamenti astronomici. Serve però avere sottomano l’esatta citazione del manoscritto pliniano, occorre interpellare la biblioteca Bodleiana di Oxford».
Gaspani al Palalanzo parlerà anche dei primi insediamenti in Valle Intelvi: «Si è potuto capire da indagini recenti con il Carbonio 14 sia al Castelliere di Ramponio, che è del 2500 avanti Cristo, sia in altri luoghi, dove tra l’altro si è scoperto che c’era una pratica di osservazione della Luna – dice lo studioso dell’osservatorio di Brera – che il popolamento della valle è da ritenere decisamente più antico, risale al Neolitico. Un’altra affascinante pagina delle indagini archeoastronomiche in questo territorio è la lettura delle coppelle, da mettere in relazione con le costellazioni».

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