Valle Intelvi, i sindaci scrivono al prefetto. Incubo seconde case: chiesti più controlli nel weekend

Valle Intelvi Panoramica

«Sono pronto a mettere in quarantena tutti coloro i quali, furbescamente, sono arrivati in Valle per il weekend di Pasqua». Ferruccio Rigola, sindaco del Comune di Schignano e presidente della Comunità montana Lario Intelvese, ha ricevuto negli ultimi giorni alcune segnalazioni di seconde case «riaperte» nottetempo dopo mesi.
La sua reazione è dura. «Ho scritto a tutti i sindaci della Valle chiedendo controlli ed eventuali denunce ai carabinieri – dice al Corriere di Como – il messaggio che deve passare è uno solo: nessuno faccia il furbo. Chi arriva dalla città senza un valido motivo è un delinquente e sarà trattato come tale».
Il primo a lanciare l’allarme sull’arrivo dei proprietari di seconde case è stato il sindaco di Centro Valle Intelvi, Mario Pozzi. «Siamo veramente preoccupati – ha detto ieri Pozzi ai microfoni di Espansione Tv – Dico questo con un peso al cuore e mi rivolgo ai nostri amici milanesi e comaschi: non venite in questi giorni. Questo è un sacrificio che dobbiamo fare tutti, perché altrimenti è probabile che non si possa venire neanche questa estate».
Nei piccoli centri valligiani è facile accorgersi delle persiane che il giorno prima erano sbarrate e il giorno dopo sono aperte, e magari con le lenzuola appese a prendere aria. I “vacanzieri”, dice Pozzi, «arrivano soprattutto di notte, per sfuggire ai controlli di polizia o carabinieri. Le forze dell’ordine girano, ma la zona è ampia e non riescono a controllare tutte le strade».
Il sindaco di Centro Valle Intelvi si è appellato al prefetto chiedendo rinforzi. “Con i carabinieri e la nostra polizia locale non riusciamo a tamponare questa emergenza. Il prefetto mi ha assicurato che in questi giorni ci darà una mano per fermare questo esodo».
Una segnalazione scritta a Prefettura e Questura è stata fatta anche dal sindaco di Alta Valle Intelvi, Marcello Grandi.
«Ho chiesto più controlli nelle prossime ore – dice Grandi – anche perché una volta che le persone arrivano è difficile dimostrare che siano qui da poche ore. Io ho due vigili, uno dei quali part-time, e un territorio enorme. Con le nostre sole forze è impossibile fare qualcosa».
Anche Grandi riceve in questi giorni segnalazioni da parte dei suoi concittadini sugli arrivi nelle seconde case. «C’è molta paura, la gente teme che il contagio possa diffondersi. Lo capisco e anche per questo ho chiesto alle autorità di presidiare il più possibile le strade di accesso alla Valle».
Controlli serrati sono stati previsti anche in un altro dei Comuni con il maggior numero di seconde case, vale a dire Valsolda. Qui la commissaria prefettizia che regge il municipio, Angela Pagano, ha disposto un pattugliamento «a tappeto, soprattutto nel giorno di Pasquetta. Arrivano segnalazioni ed è importante verificare che tutti rispettino le regole – dice Pagano – oltretutto la Valsolda è uno dei comuni meno colpiti dall’epidemia, abbiamo sinora soltanto due casi e non vogliamo certo che il comportamento irresponsabile di qualcuno ci metta in difficoltà».
Insomma, quella che fino a poche settimane fa era una “ricchezza” del territorio, ovvero il turismo delle seconde case, oggi è diventato una specie di incubo. «La valle, senza il suo turismo, sarebbe morta – ammette Mario Pozzi – però in questo momento chiediamo a tutti di rispettare le regole e di non venire nei nostri paesi. Lasciamo passare queste settimane terribili, dopo potremo tornare tutti alla normalità in modo più sereno».

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