Valmulini e Ticosa, destini incrociati delle due aree di parcheggio cittadine
Città, Trasporti e viabilità

Valmulini e Ticosa, destini incrociati delle due aree di parcheggio cittadine

Il degrado dell'area Ticosa
Il degrado dell’area Ticosa

L’idrovora e la cassa continua. Se si ragionasse a colpi di metafore, i parcheggi di Como potrebbero essere descritti con immagini vive. Valmulini è una gigantesca macchina che estrae acqua da un pozzo senza fondo. E macina risorse in modo incontrollato. La Ticosa, invece, è la classica gallina dalle uova d’oro. La cassa continua. Dalla quale il Comune potrebbe attingere ogni anno – queste sono le stime più prudenti – non meno di 700mila euro.
La domanda, allora, è inevitabile. E se la fanno tutti da tempo. Se chiudere Valmulini è impossibile, perché non riaprire subito la Ticosa?
Gli ostacoli che, al momento, rallentano la rinascita del parcheggio di via Grandi sono due: la decisione finale sulla bonifica della cella numero 3 e la procedura di finanziamento del milione di euro che, soldo più soldo meno, servirà per riportare le automobili all’ombra delle mura della Santarella. Senza dimenticare la chiusura, in via definitiva, del contenzioso con Multi, la società che oltre dieci anni fa aveva acquistato la storica tintostamperia con l’obiettivo di realizzare, a ridosso del Cimitero Monumentale, la Como del futuro.
Di quel progetto non è rimasto nulla. Se non uno strascico giudiziario che, se tutto va come dovrebbe, sarà chiuso a breve senza particolari rimpianti. Il Comune, in particolare, tornerà in possesso dell’area di via Grandi e incasserà un mezzo milioncino con cui pagarsi una parte del parcheggio. Ma torniamo agli ostacoli. Due, come detto.
Il primo è anche il più complicato da risolvere. Come ha detto ieri il sindaco Mario Landriscina al Corriere di Como, «negli ultimi mesi sono stati fatti numerosi approfondimenti sulla bonifica della cella tre». La scelta non è ancora stata presa. Perché, spiega ancora il sindaco del capoluogo, «è meglio far prevalere la prudenza. Se si sigilla, si sigilla per sempre. Decidere che su quell’area non si potrà mai fare nulla non è una cosa banale».
L’alternativa, com’è ovvio, è bonificare. Spendendo una cifra non ancora quantificata – e comunque elevata – e scegliendo a quel punto l’inevitabile strada della riqualificazione. Perché sarebbe assurdo affannarsi a togliere i veleni dal sottosuolo per poi lastricare tutto con il bitume e lasciare quindi spazio soltanto al posteggio.
Il secondo ostacolo è quello di sempre. Bisogna trovare i soldi per ripulire il bosco cresciuto in Ticosa, asfaltare, installare i parcometri, dipingere gli stalli, riaprire le uscite, piazzare le telecamere.
Non un lavoretto da poco. La previsione di spesa è attorno al milione, ma potrebbe facilmente crescere. Il gioco, però, vale la candela. «Sarei contento se ce la facessimo nel 2019». Landriscina dixit.

3 Luglio 2018

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto