Valsolda, l’inchiesta sul «sistema corruttivo» non si è ancora conclusa

Un mezzo della guardia di finanza

«Un quadro complessivo che desta serissimo allarme», e il timore che, se lasciati in libertà, il sindaco di Valsolda Giuseppe Farina e il socio Silvio Lamberti «avrebbero continuato a commettere con altrettanta spregiudicatezza ulteriori delitti della stessa specie». Spiega così le esigenze cautelari il giudice che ha disposto l’arresto del primo cittadino del paese dell’Altolago e del suo socio in affari, accusati di aver ricevuto illecitamente soldi e incarichi professionali in cambio di concessioni edilizie, modifiche di destinazioni d’uso dei terreni, autorizzazioni. Nel solo 2018, i militari della guardia di finanza hanno documentato sei episodi di corruzione. Il sindaco avrebbe ottenuto 25mila euro in contanti, oltre alla promessa di ulteriori somme, in cambio di agevolazioni sulle pratiche edilizie. Nell’inchiesta sono coinvolte altre sette persone, clienti dello studio, considerati di fatto i corruttori, tutti agli arresti domiciliari. Per Farina e Lamberti è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Per il giudice, c’è la necessità «di tutelare la collettività dal rischio di reiterazione di condotte criminose analoghe». E ancora: «Il sindaco ha mantenuto un comportamento diretto a vanificare la funzione pubblica a lui demandata, in spregio ai doveri istituzionali di correttezza, trasparenza, imparzialità». L’inchiesta sul «sistema corruttivo» per le pratiche edilizie a Valsolda non è conclusa. Almeno per il momento, l’amministrazione comunale di Valsolda resta in carica ed è il vicesindaco Mario Bonacina ad occuparsi della gestione del Comune. Sulla situazione del municipio potrebbe poi intervenire per una valutazione la prefettura.

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