Valute e titoli, in dogana intercettati 66 milioni

Capitali in fuga dall’Italia
Numeri in lieve aumento: «Ma non siamo ancora all’emergenza»
«Non esiste un finanziere che segue di nascosto il cittadino italiano fino a Lugano. Rimaniamo qui, e lavoriamo con i mezzi che abbiamo a disposizione».
Con questa premessa, il colonnello della guardia di finanza di Como, Marco Pelliccia, ha comunicato le cifre relative al flusso di capitali intercettati dai suoi uomini lungo la linea di confine: 66 milioni di euro in valuta e titoli, equamente divisi tra moneta in ingresso e in uscita dallo Stato. Un dato che segna un lieve incremento
rispetto al 2010 – «soprattutto negli ultimi due mesi dell’anno» – e che accerta un fenomeno «in intensificazione che tuttavia non fa ancora gridare all’emergenza».
La normativa prevede che chi transita dai valichi con più di 10mila euro debba dichiarare la somma, ma in 483 casi sui 905 intercettati questo non è avvenuto. La Finanza ha così provveduto a sequestrate circa 36 milioni di euro sui 66 milioni intercettati, mentre le oblazioni incassate sono state di 270mila euro. «Questi numeri fotografano solo in parte il problema – ha commentato ancora il colonnello Pelliccia – I soldi della grande evasione fiscale e del riciclaggio non passano infatti dal confine di Stato nascosti nelle auto o nelle borse. Ci sono altri modi di portare all’estero capitali importanti, come le false fatturazioni con società cartiere».
I controlli lungo la linea di confine hanno comunque consentito, oltre che di intercettare la montagna di euro già citata, anche di attestare disponibilità di valuta all’estero da parte dei cittadini italiani controllati per un totale di 96 milioni di euro. Dato che potrebbe essere un’utile base per future indagini sulle posizioni di reddito delle persone identificate.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il contestato fiscovelox che serve per riconoscere le targhe delle auto che transitano con frequenza dalla dogana

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