Van De Sfroos: «Sanremo non ha rispettato i musicisti»

L’artista lariano – Bernasconi duetterà con la Fornaciari che ha presentato una sua canzone. «Mi sono emozionato quando Morandi ha annunciato l’autore del pezzo»
«Si è pensato solo all’audience. Chi ha dovuto cantare dopo lo show del Molleggiato è stato messo in difficoltà»
È un Festival di Sanremo nato male e che rischia di finire peggio. A fare sensazione non è il boom di ascolti della prima serata, oltre 14 milioni, ma la scure del commissariamento, imposta con autorità dal direttore generale della Rai Lorenza Lei. Non era mai successo che la kermesse delle canzonette subisse un’onta del genere.
Una cosa è certa: gli strali di Celentano, a prescindere da come la si pensi, hanno pesantemente spostato gli equilibri di una competizione azzoppata anche dal
clamoroso cilecca della macchina che avrebbe dovuto raccogliere i voti della giuria demoscopica.
De Sfroos, a Sanremo in qualità di autore per Irene Fornaciari, difende la categoria dei musicisti: «È stato un debutto anomalo – spiega – ne sono successe di tutti i colori. La valletta con la cervicale, il flop delle votazioni, Celentano. Perché se Sanremo è Sanremo, Celentano è Celentano». E sul Molleggiato: «Non mi interessa quello che ha detto, problemi suoi, ma c’è poco da stupirsi dopo averlo voluto al Festival. Il grande mistero non è la mia canzone, ma il commissariamento. Si è totalmente smarrito il senso della competizione».
«Non c’è stato rispetto per i musicisti e io mi schiero totalmente dallo loro parte. Chi ha dovuto cantare dopo lo show del Molleggiato è stato messo in difficoltà. Si è pensato soprattutto all’audience – prosegue De Sfroos – senza pensare ai contenuti, senza dare lo spazio ai cantanti, ai veri protagonisti della kermesse. Nonostante tutto sono stati tutti impeccabili, le interpretazioni, pensiamo a Eugenio Finardi, sono state coraggiose, in questo clima non era facile. Abbiamo abolito le Olimpiadi, siamo in cerca di sobrietà e Sanremo ha perso l’occasione di confezionare un’edizione incentrata sulle canzoni. Ma non punto il dito contro Morandi, è stato travolto da una tempesta passeggera. C’è ancora tempo per invertire la rotta e stendere un tappeto che riporti al centro dell’Ariston la musica».
E allora parliamo delle canzoni, o meglio de “Il mio grande mistero” e dell’effetto che fa sentire un proprio testo a Sanremo: «Mettetevi nei miei panni, fino ad oggi – racconta Davide – non mi era mai capitato di essere spettatore di me stesso. È stato un momento forte, un tuffo nell’emozione vera. Sentire Morandi che annunciava l’autore del pezzo con il fatidico “di Davide Van De Sfroos”, mi ha fatto un certo effetto. Irene è stata brava, io le avevo confezionato il brano in versione acustica dandole tutte le chiavi di lettura che avevo in mente, e lei ha costruito una canzone rock che ha interpretato con coraggio dopo un attimo di inevitabile timidezza. Cantare con l’orchestra non è facile, ma lei ha finito in crescendo con una carica di genuina energia. Zucchero, anche in questo progetto che coinvolge sua figlia, è stato sempre molto carino con me, e Irene troverà la sua strada anche se non è facile staccarsi dall’eterno confronto con un padre così famoso».
Domani, se la Fornaciari non verrà eliminata questa sera, De Sfroos tornerà sul palco dell’Ariston di Sanremo per l’atteso duetto. «Sarò solo un ospite, farò il gregario. La canzone deve rimanere quella, non ho nessuna intenzione di stravolgerla. Ci sarò senza contaminare il lavoro di Irene». Intanto, in rete, impazzano i commenti sull’interpretazione della Fornaciari. Pubblico e critica sono divisi: c’è chi la difende a spada tratta, ritenendo il suo brano uno dei migliori del Festival e chi, a prescindere dalla validità delle liriche, non le perdona di essere la figlia di Zucchero. Il verdetto definitivo arriverà domani, quando sapremo, dopo i ripescaggi, quali saranno le 12 canzoni che arriveranno alla serata dei duetti, quindi a sabato con la proclamazione del vincitore della 62ª edizione del Festival. Un’edizione che non vorremo ricordare come quella del commissario Rai Antonio Marano.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Davide Van De Sfroos

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