Vanno all’asta i macchinari della vecchia Falck di Dongo

In vendita anche le quote azionarie di due società francesi
Saranno aperte il 9 febbraio prossimo, in Tribunale a Como, le offerte d’acquisto dei macchinari della Afl, la fonderia altolariana conosciuta con il vecchio nome della famiglia Falck.
La base d’asta è fissata in 2,1 milioni di euro, i rialzi non potranno essere inferiore a 50mila euro.
La vendita dei macchinari segue il fallimento di Afl decretato il 28 marzo di due anni dal giudice Vito Febbraro, su istanza della Procura di Como. A nulla erano serviti i tentativi dell’azienda

e le richieste del sindacato: troppo elevato il passivo e residuali le speranze di uscire da una situazione ormai compromessa.
Dopo 33 mesi, quindi, il curatore fallimentare di Afl, il commercialista comasco Alessandro Colombo, ha avuto via libera per la vendita dei beni dell’azienda.
Saranno ceduti i macchinari e i beni mobili inerenti a lavorazioni meccaniche, finiture, assemblaggio e collaudo dei raccordi di ghisa con tecnologia “block fitting”, nonché licenze, autorizzazioni, brevetti, certificazioni e i permessi di proprietà del ramo d’azienda.
Una seconda asta, sempre fissata per il 9 febbraio e dal valore analogo (2,1 milioni di euro), riguarderà le partecipazioni francesi di Afl: le azioni della Sci Afy l’Isle d’Abeau e il 100% della Raccords Afy, società proprietarie tra l’altro di alcuni capannoni nella zona industriale di Lione.
A Dongo, intanto, in un altro pezzo della ex Falck si continua a lavorare. I tecnici e gli operai della Isotta Fraschini (ex Tosi), oltre cento persone, sono infatti in piena attività nella realizzazione di motori commissionati dalla tedesca Bosch. Per i 100 dipendenti di Afl, invece, è scattata la proroga della cassa integrazione.

Dario Campione

Nella foto:
Il gigantesco complesso industriale altolariano della ex Falck, a Dongo

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