Variante della Tremezzina a un passo dal via. Entro novembre la gara d’appalto
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Variante della Tremezzina a un passo dal via. Entro novembre la gara d’appalto

Di cantiere in cantiere. Se la modesta frana di Argegno è ancora lì, immobile dopo sette mesi, sono invece giorni decisivi per il futuro di un cantiere ben più complesso, lungo e vitale per le sorti dell’economia e della mobilità lungo il lago. La Variante della Tremezzina, opera attesa da anni e passata attraverso diverse fasi progettuali, rinvii della Soprintendenza e nuovi studi, è infatti ormai realmente a un passo dal via libera definitivo e dalla relativa gara d’appalto.
Scade infatti domani il termine per presentare al Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche gli ultimi pareri sul progetto, emersi dopo i più recenti aggiustamenti al tracciato iniziale, che hanno portato a quella che dovrebbe essere – è la speranza di tutti i soggetti coinvolti – la versione finale dell’infrastruttura: ovvero un percorso di 9,8 chilometri di lunghezza, di cui 9 all’interno di tunnel. Il costo stimato è di 330 milioni di euro.
Scatteranno poi 60 giorni per convocare la Conferenza dei Servizi. «Il Provveditorato, dopo la ricognizione di questi pareri, se non ci dovessero essere più ostacoli – spiega Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina – prenderà una decisione e verificherà se ci sono tutte le condizioni necessarie per sancire l’intesa finale».
A questo punto spetterà a Regione Lombardia – dopo un’ultima, ulteriore verifica dell’assenza di impedimenti – siglare l’intesa definitiva con lo Stato. Va ricordato che oltre 200 milioni di euro destinati all’opera sono garantiti dal decreto “Sblocca Italia”, convertito in legge nel 2014.
Sicuramente uno dei temi sotto osservazione rimane quello relativo ai costi e ai finanziamenti disponibili, fondamentale per riuscire a portare a termine la complessa infrastruttura.
«Una volta definita l’intesa con lo Stato, Anas potrà così partire con la progettazione esecutiva che richiederà al massimo 6 mesi di tempo – aggiunge Mauro Guerra – Così facendo si riuscirà a rispettare il termine di novembre 2018 per la pubblicazione del bando».
Questo dunque dovrebbe essere l’iter pronto a scattare da domani per concludersi entro il prossimo novembre, salvo ulteriori sorprese che, parlando di variante della Tremezzina, potrebbero sempre emergere all’improvviso.
L’infrastruttura porterà a una cantierizzazione della zona interessata che durerà per diversi anni. Fattore che inciderà inevitabilmente sulla mobilità del lago.
E già da tempo – senza avere come ulteriore pretesto la frana di Argegno e la lentezza pachidermica con la quale si sta cercando di ovviare al problema – chi vive, lavora e si sposta lungo le rive del lago attende, ma allo steso teme, il cantiere della Tremezzina per l’inevitabile incremento di mezzi pesanti sulla strada.
Da sempre impegnato nell’analisi del progetto e delle ricadute sul territorio è Tommaso Leoni, esponente del Movimento 5 Stelle.
«Analizzando i dati relativi alla progettazione iniziale, che ha poi subito modifiche, ho calcolato che in media si stima di dover portare via dal luogo dei lavori 1.600.000 metri cubi di materiale di scavo, con una media tra i 50 e i 100 camion al giorno in movimento lungo Regina – afferma Leoni – Un incremento di mezzi impressionante nonostante ci sia anche il progetto di trasportare circa un terzo dei detriti con chiatte attraccate in un interporto a Griante».
Dunque, il rischio di congestionare la viabilità, soprattutto per un’operazione che durerà dai 6 agli 8 anni, con lunghi periodi di chiusura della statale di notte, esiste.
«Il progetto tiene conto di ciò. L’interporto di Griante, ad esempio, è rimasto nel piano anche se non sarà più definitivo ma temporaneo. Da lì poi il materiale andrà a Mandello del Lario», conclude Mauro Guerra.

22 aprile 2018

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