Variante della Tremezzina: «Il cantiere non deve danneggiare la stagione turistica del 2022»

Variante Tremezzina rendering

«Siamo tutti convinti che la variante della Tremezzina sia un’opera indispensabile per il territorio, la attendiamo da decenni, però la richiesta che mi sento di avanzare da parte di tutto il mondo del turismo sul Lago di Como è che la chiusura della statale Regina non coinvolga la stagione 2022». Giuseppe Rasella, imprenditore alberghiero e membro della giunta della Camera di Commercio di Como Lecco, non cela la preoccupazione per gli effetti del cantiere sul territorio.

«Un contraccolpo ci sarà – dice Rasella – speriamo non anche a livello di immagine, Si devono mettere in conto quattro mesi di chiusura della statale, la principale via di collegamento. Se si potessero ridurre a tre i mesi di chiusura sarebbe già utile, ma soprattutto confidiamo che non sopraggiungano problemi di ritardi, come per altri complessi lavori».
La variante porterà indubbi benefici per il territorio. Consentirà di bypassare alcune strettoie della strada del lago, il turismo se ne avvantaggerà. «Ora però dobbiamo salvaguardare quello che c’è – spiega – L’estate è partita un po’ meglio del 2020, ma mancano ancora gli inglesi e gli americani, che aspettiamo a partire dalla primavera-estate del 2022, l’anno del rilancio. Il prefetto di Como sappiamo che sta coordinando tutti gli aspetti del prossimo cantiere, se sarà necessario portare un contributo da parte del nostro settore, siamo disponibili. Si deve valutare il discorso dei pullman turistici ad esempio, oltre a tutte le questioni già sul tavolo, dagli studenti ai lavoratori pendolari, fino al trasporto delle merci».
Riguardo il periodo del cantiere, Rasella però non transige. «Si dovrà chiudere in inverno. Se partisse ai primi giorni di novembre i disagi in chiave turistica sarebbero minori. L’altra ipotesi del senso unico alternato per 18 mesi sarebbe una follia, vorrebbe dire giocarsi due estati» conclude.

Sulla stessa linea Luca Leoni, presidente provinciale degli albergatori, assessore al Turismo a Bellagio e coordinatore del Distretto del Centrolago, che comprende Menaggio, Tremezzina, Varenna e Bellagio. «Credo che abbia detto bene il collega imprenditore Paolo De Santis durante l’incontro con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia: la variante è importante, ma è più importante che il lavoro sia fatto il prima possibile e che tutto fili liscio, che i quattro mesi di chiusura diventino magari tre, ma soprattutto non cinque o sei».
La chiusura non deve insomma arrivare alla primavera 2022 e si deve partire entro novembre. «So che questo va un po’ contro al progetto di allungare la stagione turistica, ma considerato che i disagi sono inevitabili, i lavori devono essere programmati nel periodo dell’anno in cui il turismo ne soffrirebbe meno». Leoni è consapevole della complessità del cantiere. «Auguriamoci che non accada nulla in questi anni, non parlo di rallentamenti per questioni legate al meteo, ma per i frequenti eccessi di burocrazia. Convivere con i lavori per molti non sarà già semplice. I tempi devono essere certi, per un’opera che poi darà indubbi benefici. Il gioco insomma vale la candela» commenta.
Leoni lancia infine una proposta. «Si è parlato anche sul vostro giornale di una passerella pedonale per attraversare il cantiere e collegare i mezzi pubblici – dice – Se verrà realizzata sarebbe bello che rimanesse poi per sempre, come pista ciclabile o camminamento. Il cantiere insomma potrebbe realizzare anche alcune opere accessorie utili in chiave turistica» conclude Leoni.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.