Variante della Tremezzina, impossibile il collegamento pedonale

Traffico Statale Regina

Variante della Tremezzina, lo sbarramento imposto dal cantiere tra Argegno e Colonno non può «essere aggirato se non via lago. Ho percorso a piedi il sentiero a monte che collega i due punti interdetti ma è assolutamente impraticabile». A parlare è il sottosegretario regionale della Lega Fabrizio Turba.

Indossate scarpe da trekking, alcuni giorni fa l’esponente del Carroccio nella giunta Fontana ha voluto provare a percorrere, a piedi, il sentiero che parte in prossimità del cimitero di Colonno per poi unirsi ad Argegno. Si tratta di un collegamento che però «non è assolutamente adatto a far transitare le persone. Un conto e se lo si inserisce in un più ampio giro, magari turistico, nella zona altrimenti per chi deve usarlo per lavoro, per andare a prendere il bus o altro è assolutamente impercorribile», spiega Turba.

Sfuma dunque, almeno per ora, il tentativo di trovare un tracciato a piedi che possa consentire di congiungere i due centri anche durante i mesi che vedranno lo stop totale del passaggio di veicoli e persone lungo la Regina per il cantiere della variante.

La prova sul campo del sottosegretario è stata fatta anche perché «l’ipotesi di creare un passaggio pedonale all’interno dell’area di cantiere è pressoché impossibile da realizzare per motivi di sicurezza». Se dunque la situazione dovesse rimanere invariata e se quindi l’unica via per spostarsi rimarrà, con ogni probabilità, il lago, «sarà necessario studiare nel dettaglio cosa fare. Innanzitutto andrà potenziato il servizio. Andrà creata una navetta che colleghi i due centri in maniera continuativa e gratuitamente – spiega Turba – Penso a chi lavora, a chi deve semplicemente andare nell’altro comune e soprattutto agli studenti». Un’analisi necessaria e approfondita «su tale ipotesi andrà fatta anche perché non è pensabile che gli studenti, ad esempio, passino dalla Valle Intelvi o dalla Svizzera. Avrebbero, nel primo caso, un’ora e mezza in più di viaggio all’andata e altrettanto al ritorno». Quindi via lago e non via terra. «Il sentiero che ho attraversato ha troppi punti inutilizzabili per persone normali. Ci sono punti in cui sale in quota per poi ridiscendere, punti da ripulire e sistemare. Insomma l’ipotesi è da scartare», dice Turba.

Decisivo dunque incrementare i «collegamenti sostitutivi via lago che dovranno essere gratis. Bisognerà studiare come fare, anche per chi si muove per lavoro, per i trasportatori che devono raggiungere questi luoghi andranno studiate forme di sostegno per le spese di viaggio. Oggi chi usa i traghetti merci, ad esempio tra Menaggio, Varenna e Cadenabbia spende 14 euro per l’andata e altrettanti per il ritorno. Insomma non è possibile. Dobbiamo analizzare la situazione e già solamente il ribasso d’asta di 80 milioni di euro potrebbe fornire risorse concrete. È un problema di complessità».

Intanto quest’oggi in consiglio regionale viene discussa una mozione sul tema presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Raffaele Erba. «Il contenuto verte sulla necessita di individuare soluzioni condivise per un piano di mobilità alternativa che minimizzi l’impatto del cantiere. Aspetto centrale della mozione è che tale piano sia reso pubblico, cosi come per i successivi passaggi sull’avanzamento lavori. Chiediamo di riferire quanto prima in V Commissione mantenendo un costante aggiornamento».

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1 Commento

  • enrica vittani , 6 Luglio 2021 @ 15:07

    Non una Navetta ma un traghetto che possa portare auto

    Ho una seconda casa a Lenno su cui pago l’IMU insieme agli altri proprietari (tutti come seconda casa)

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