Variante della Tremezzina, la Soprintendenza resta contraria. Guerra: “Mobilitazione”

Un render del progetto della variante della Tremezzina Un render del progetto della variante della Tremezzina

La Variante della Tremezzina è sempre più a rischio. Stamattina, la doccia gelata. Il parlamentare del Partito Democratico Mauro Guerra ha pubblicato una nota sui social network: “Conferenza dei servizi chiusa con parere contrario della soprintendenza e parere favorevole di tutti i comuni e degli altri enti interessati. Il Provveditorato regionale alle opere pubbliche apre una procedura di surroga e trasmetterà gli atti al Governo”.
In altre parole, la Soprintendenza ha confermato un parere negativo sull’impatto paesaggistico dell’opera, già espresso precedentemente in sede di valutazione di impatto ambientale. Le perplessità si concentrano in particolare sui 1.500 metri fuori galleria. Le parti in causa – Guerra in primis – speravano che questo parere venisse rivisto, magari con le dovute prescrizioni da osservare in sede di progettazione esecutiva, ma il “niet” della Soprintendenza rimane e la Variante della Tremezzina – 9,7 chilometri tra Colonno e Griante – è sempre più a rischio.
<Per due volte la Soprintendenza ha fissato un appuntamento con noi e non si è presentata – dice Bruno Tarantola, l’ingegnere della Provincia di Como che da otto anni segue questo progetto – noi siamo sempre stati disponibili a cercare soluzioni condivise. Sono convinto che sia stato fatto di tutto per mitigare l’impatto paesaggistico. Il progetto è composto da 739 elaborati, e lo studi di impatto ambientale si articola su oltre 700 pagine. E’ stato analizzato ogni aspetto. L’Anas sta validando questo progetto, ammettendo la sua bontà. Mi piacerebbe mi si dicesse perché e dove il progetto è fatto male>.
Le carte ora passano al Governo e l’ultima speranza, ora, è il consiglio dei ministri, l’unica sede all’interno della quale potrà essere bypassato il parere negativo della Soprintendenza. Il rischio, concreto, è perdere i 220 milioni di finanziamento strappati col decreto Sblocca Italia, senza i quali la variante resterà un progetto sulla carta.
LE REAZIONI
Il deputato Mauro Guerra chiama a raccolta i comaschi, come per l’ultimo, disperato “assalto” di un territorio che rischia di perdere un’occasione.  Il sottosegretario regionale Alessandro Fermi è invece su tutte le furie e diffonde un comunicato stampa dai toni decisamente poco pacati.
Guerra – parlamentare del Pd e sindaco di Tremezzina, – si è speso per strappare, all’interno del decreto Sblocca Italia, 220 milioni di euro per finanziare la variante. <Siamo a un passaggio decisivo – dice – nel quale è reale il rischio di perdere il finanziamento e condannare il nostro territorio a convivere a tempo indefinito con la strada attuale, e i gravissimi problemi che comporta>. Il deputato chiede quindi una risposta ai cittadini, a partire dalla manifestazione di sabato organizzata dal Comitato Pro Statale Regina, che partirà alle 9.30 da Ossuccio e arriverà a Milano. <La variante della Tremezzina è una assoluta necessità. Sono certo che anche sabato saremo in tanti a riaffermarlo>, conclude Guerra.
Alessandro Fermi, sottosegretario regionale ed esponente di Forza Italia, si dice incredulo e sconcertato – testualmente – <per l’ennesimo atteggiamento ottuso e arrogante che la Soprintendenza sta dimostrando. Pretendiamo – aggiunge – che il Governo superi la bocciatura e invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato, nella quale faremo sentire la nostra voce e il nostro sdegno per questa inconcepibile presa di posizione della Soprintendenza>.

 

Tratto da Espansione TV

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